Liz sul terrazzo, seduta sulla sdraio mentre scrive sul suo diario Liz: “23 Settembre – È la prima volta
che tengo un diario. Sono Liz Parker e 5 giorni fa sono morta. Da allora mi sono successe delle cose molto strane.”
All’interno del Crashdown, Liz serve al tavolo due clienti
Liz: “Allora, abbiamo un buonissimo Alien2 per lei… ecco… e un Enterprise per lei. Posso portavi qualche altra cosa?
Un bel frullato spaziale o un dolce di Marte?”
Larry (turista1): “Per te?” – rivolta alla compagna
Jennifer (turista2): “No…”
Larry (turista1): “No, a posto così, grazie”
Liz: Siete qui per il Crash Festival?”
Coppia: “Sì!”
Jennifer (turista2): “Non stiamo nella pelle. Senti, ma la tua famiglia è proprio di Roswell?”
Liz: “Da 4 generazioni”
Larry (turista1): “Però eh…” Dopo aver guardato la compagna prosegue “…Forse i tuoi sanno qualcosa
sull’atterraggio di quella navicella degli UFO!
Liz: “Beh, forse a voi questa posso mostrarla”
Liz mostra una foto ai clienti, mentre l’afferrano – visibilmente curiosi – Liz e Maria si scambiano uno sguardo
divertito. Maria si avvicina ad un tavolo di due cliente che stanno parlando animatamente
Uomo1: “Che cosa? Senti, a me non me ne importa niente, io voglio vedere i soldi, qui sul tavolo!”
Uomo2: “Ascolta…”
Maria: Ancora un po’ di caffè?”
Uomo1: “No! Vattene!”
Uomo2: “Stammi a sentire…”
Liz: “Mia nonna scattò questa foto sul luogo dell’impatto poco prima che arrivassero i Federali a ripulire tutto”
Jennifer (turista2): “Qualcun altro ha visto questa fotografia?”
Liz: “Beh, l’ho vista io, e ora l’avete vista anche voi”
Larry (turista1): “Accidenti!”
Liz (sussurrando): “Sentite io torno tra un minuto, voi non fatela vedere a nessuno”
Larry (turista1): “Certo!”
Mentre Liz se ne va, la coppia guarda la foto raffigurante un alieno evidentemente finto. Maria e Liz si incrociano
sorridendo della presa in giro alla coppia.
Maria: “Sei davvero tremenda Liz! Oh, Max Evans ti sta fissando di nuovo”
Liz: “Ma che dici? Maria, è solo la tua immaginazione!”
Liz rivolge lo sguardo verso il tavolo di Max e Micheal, e Max vedendola abbassa lo sguardo
Liz (rivolta a Maria): “Max, con quella stupida fossetta? No no, non è certo il mio tipo!”
Maria (prendendole il viso tra le mani): “Ma come Liz, non hai visto che begli occhini dolci che ha?”
Liz:”Insomma, anche se fosse come dici tu lo sai che esco con Kyle. Lui è un ragazzo serio, è fedele e mi vuole tanto
bene”
Maria: “Sembra che parli di un barboncino”
Uomo2: “Senti, non mi seccare, ho detto che te li porto domani!”
Uomo1: “No amico, il tuo tempo è scaduto!” – rompendo i bicchieri dalla rabbia
Maria (voltandosi e urlando a Liz): “Litigano!”
Uomo1 (alzandosi e puntando una pistola all’uomo2): “I miei soldi li voglio oggi, non domani è chiaro?!”
Maria (urlando): “Ha una pistola”
Maria e tutti i clienti del Crashdown si buttano a terra, mentre i due uomini arrivano alle mani parte un colpo e
Liz cade a terra.
Cliente: “Chiamate la polizia!”
Uomo1: “Andiamocene!” – scappando
Maria vedendo Liz a terra cerca di raggiungerla a carponi
Maria: “Liz… Liz?”
Max nota Liz a terra e alzandosi va verso di lei mentre Micheal cerca di impedirglielo
Max: “Lasciami!”
Micheal: “Max che vuoi fare?”
Max va verso Liz
Maria: “Liz!”
Max (spingendola via): “Chiama un’ambulanza!”
Max si china su Liz, aprendole la camicetta nota la ferita da dove fuoriesce sangue
Max (sussurrando): “Ti salverò io!”
Micheal (rivolto a due clienti): “Ehi, via da qui!”
Max: “Liz, liz… ora devi guardarmi!”
Maria (al telefono): “Presto mandate un’ambulanza”
Max: “Guardami per favore!”
Liz apre gli occhi lentamente mentre Max le posa una mano sulla ferita. Appaiono dei flash di entrambi da bambini,
e sprigionando una luce la guarisce facendole rimanere solo chiazze di sangue. Liz riprendendosi lentamente, lo
guarda ancora un po’ intontita.
Max: “È tutto finito, ora stai bene”
Micheal (rivolto a Max): “Dammi le chiavi!”
Max gliele lancia e Micheal correndo esce fuori dal locale. Max prende una bottiglietta di ketchup,
la rompe e le versa il contenuto sulla pancia di Liz.
Max: “Dì che si è rotta la bottiglia e il ketchup ti ha macchiato”
Max: “Non dire altro mi raccomando”
Max alzatosi in piedi va verso l’uscita del locale. Maria si avvicina a Liz che alzandosi guarda Max andare via.
Maria: “Liz come stai?”
Liz tenendosi la camicetta continua a guardare Max salire sulla jeep, guidata da Micheal, e partire a razzo.
SIGLA
Sig.Parker (papà di Liz): “Liz, oh santo cielo!”
Liz: “Papà, papà sta calmo, guarda qui… io sto bene mi sono solo versata addosso il ketchup… va tutto bene”
Sig. Parker: “Ne sei sicura?”
Liz: “Sì”
Maria (rivolta all’agente di polizia): “…E il tizio con la pistola… ecco somigliava… sì a Barney! Solo più muscoloso…
e invece quell’altro sembrava Bruto però con la barba più corta…”
Agente Owen: “Serve una descrizione più dettagliata di questa, non posso fare l’identikit di un cartone animato”
Maria: “Mi scusi”
Maria estrae una boccetta di vetro contenente un olio, incomincia ad annusarla mentre lo sceriffo Valenti entra nel
locale guardandola male
Maria: “È olio di pino, serve a ridurre lo stress”
Sceriffo Valenti (rivolto a Liz): “Stai bene?”
Liz: “Si grazie… mi sento solo un po’ scombussolata”
Agente Owen (rivolto a Valenti): “Sceriffo, i due sospetti sono scappati subito dopo l’incidente, erano due forestieri.
Non hanno rubato nulla e fortunatamente non c’è nessun ferito. A quanto pare quei due hanno solo perso le staffe.”
I due turisti – Lerry e Jennifer – curiosano davanti alla porta della cucina dove un attimo prima si trovava Liz a
terra
Agente Owen (rivolto ai turisti): “Hey, vi ho già detto che non dovete stare qui!”
Agente Owen (rivolto a Valenti): “Sono turisti venuti per il Crash Festival”
Larry (turista1): “Oh… ehm… Sceriffo… Salve! Le chiedo scusa, ma io devo parlare con lei. Qui è successo qualcosa di
strano…”
Sceriffo Valenti: “Che è successo, sentiamo…”
Larry (turista1): “Un uomo con la pistola era… si era da quella parte e ho visto che il colpo è stato sparato proprio
in questa direzione. Bene, io e mia moglie abbiamo cercato ovunque qui dentro e… sì insomma… non c’è la pallottola.”
Agente Owen: “La pallottola non è stata ancora trovata”
Larry (turista1): “Gia, ecco vede… prima dell’incidente la ragazza mi ha dato questa” – porgendo la foto
raffigurante il buffo alieno allo Sceriffo
Sceriffo Valenti: "Jack…" - porgendo la foto al padre di Liz
Signor Parker: “Senti un po’ Liz…”
Liz: “Sì?”
Signor Parker: “Lo sai che non devi far vedere foto di alieni ai turisti”
Liz: “Hai ragione papà, scusami”
Nel frattempo, lo Sceriffo Valenti, si avvicina al tavolo dove sedavano Max e Micheal e nota due bottiglie vuote di
salsa Tabasco appoggiate su di esso
Jennifer (turista2): “Quando c’è stata la sparatoria c’erano due ragazzi seduti là, due ragazzi più o meno della sua
età e poi uno di loro…”
Liz: “Eh, davvero erano lì, ma sa io non li avevo mai visti prima d’ora quindi saranno stati dei turisti”
Larry (turista1): “No no, a me invece è sembrato che lei li conoscesse”
Verso sera, Liz torna a casa ed entra nella sua camera da letto. Si toglie l’uniforme del Crashdown e la infila nel
suo zaino di scuola. Poi si dirige verso lo specchio titubante e alzando la maglia vede l’impronta argentata di una
mano sul ventre, proprio nel punto in cui l’ha guarita Max.
Il giorno dopo, nell’aula di biologia
Insegnate: “Allora, la settimana scorsa abbiamo affrontato l’argomento del genere e del tipo, ora studieremo il tutto
in maniera più specifica e parleremo delle differenze che esistono fra le specie. Per l’esperimento di oggi dovrete
lavorare in gruppi di due."
Max, arrivando in ritardo alla lezione, si siede al tavolo con Liz, si infila la matita in bocca aprendo libri e
quaderni
Insegnante: “Salve Evans, che piacere averti qui con noi!”
Insegnante: “Quelli alla mia destra prepareranno un vetrino con un campione vegetale, mentre quelli alla mia sinistra
esamineranno un tamponcino che si passeranno nella bocca”
Max, sentendosi in difficoltà, toglie la matita dalla bocca e si alza dal suo posto
Max (rivolto all’insegnate): “Mi scusi…”
Insegnante: “Che c’è Evans?”
Max: “Io dovrei andare al bagno”
Insegnante: “Non riesci a stare in classe eh?”
Liz osserva la scena mentre l’insegnante consegna a Max un foglietto e il ragazzo esce dall’aula
Insegnante: “È molto facile osservare le differenze esterne che esistono fra gli essere umani e le altre specie ma
che cosa succede a livello cellulare? Ora, osservate i vostri campioni al microscopio e descrivete tutto ciò che
vedete nel vostro quaderno degli appunti”
Liz si passa il tampone in bocca, prepara il vetrino con le sue cellule e lo analizza al microscopio. Subito dopo,
incuriosita, prende la matita che poco prima Max teneva in bocca, prepara un vetrino con le cellule del ragazzo,
e osservandole al microscopio si accorge che sono totalmente diverse dalle sue.
La lezione finisce e Liz cerca di raggiungere Max in corridoio
Liz: “Max! Max! Scusami… Permesso… Max, ti devo parlare”
Liz prende per un braccio Max e lo spinge a seguirla in aula di musica, dove trovano Kyle che suona distrattamente
dei tamburi
Liz: “Kyle…”
Kyle: “Ciao!”
Liz: “Ciao!”
Kyle: “Ciao Max!”
Max: “Ciao!”
Kyle: “Hai avuto il mio messaggio?”
Liz: “Ah si, l’ho avuto… è che con quello che è successo…”
Kyle: “Eri un po’ agitata?”
Liz: “Già, proprio così”
Kyle: “Lo so, mio padre mi ha raccontato tutto… stai bene?”
Liz: “Sì sì, ho sentito un forte colpo e poi basta”
Kyle: “E che ci fate qui?”
Liz: “Ahm, stavamo solo cercando un posto tranquillo per studiare, c’è il compito di biologia”
Kyle: “Ah certo, sì giusto biologia”
Liz: “Ah ah…”
Kyle: “Bene tanto io devo andare”
Liz: “D’accordo, ci vediamo”
Kyle: “ Ah, ho preso il costume per il Crash Festival, è grandioso!”
Liz: “Kyle, ora dobbiamo studiare, scusami”
Kyle: “Giusto. Ciao Max”
Max: “Allora esci con il figlio dello sceriffo…”
Liz: “Ah… sì… ma non è affatto una cosa seria è solo che… senti… Max, scusa ma ora devo parlarti di una cosa
importante”
Liz si volta verso Max, e alzandosi la maglietta gli mostra l’impronta sul suo ventre
Max: “Oh…”
Liz: “Ho esaminato le tue cellule dalla matita che ti eri messo in bocca. È una cosa molto strana e…
Mi sto sforzando di stare tranquilla e… ecco le tue cellule non erano normali. Quindi adesso io vorrei tornare nel
laboratorio di biologia, prelevare un altro tuo campione in modo da dimostrare che quello che sto pensando è sbagliato,
mi capisci, cioè che ho fatto un errore”
Max: “Nessun errore”
Liz: “Va bene, allora… cerca di aiutarmi a capire ti prego… cosa sei tu?”
Max: “Beh io… non sono di queste parti”
Liz: “Da dove vieni?”
Max tende il suo dito indice verso l’alto
Liz: “Dal nord?”
Max accentua il suo gesto spingendo il suo dito indice ancora più in alto
Liz: “Tu non sarai un… un… un alieno spero… lo sei?”
Max: “Preferisco dire che non sono un terrestre. Scusami, non volevo scherzare. Si io… beh non l’ho mai detto a
nessuno e… Liz…”
Liz, visibilmente turbata, si dirige verso la porta di buona lena
Liz: “Max io vado, beh non vorrei perdermi la lezione di diritto internazionale quindi adesso scusami…”
Max: “Liz”
Max la raggiunge prima che riesca ad uscire dall’aula di musica e chiude la porta
Max: “Liz, ascoltami bene, non devi parlare con nessuno di questa cosa, ne con i tuoi, ne con Maria… con nessuno.
Non hai idea di cosa potrebbe succedere. Liz, per favore… ora è tutto nelle tue mani”
Maria ed Alex si trovano seduti insieme nella caffetteria della scuola
Alex (leggendo il giornale): “Qui c’è scritto che sono stati sparati dei colpi di pistola ma che nessuno è rimasto
ferito”
Maria: “Ma dove sta Liz? Perché ora mi sta evitando? Prima cosa: Liz non è mai in ritardo, e poi oggi è entrata
nella biblioteca e si è messa a sedere accanto a Pam Roy. Lo sai che detesta Pam Roy e lo ha anche ammesso apertamente
sai e poi… Alex ma tu mi stai ascoltando?”
Alex: “Oh sì sì Maria, certo che ti sto ascoltando ma… ma queste sono sole delle tue idee capisci? Va tutto bene,
non è successo niente è scritto qui nero su bianco”
Isabel, Micheal e Max stanno pranzando insieme in un fast food con tavoli all’aperto
Voce al megafono: “Hey ragazzi non dimenticate i costumi per il Crash Festival, mancano solo pochi giorni ormai e
ci sono cinquecento bei bigliettoni per il miglior costume. E ora ascoltiamo un po’ di musica”
Isabel: “Ah, è veramente assurdo Max! Quand’ero finalmente riuscita ad avere un’esistenza quasi normale tu getti tutto
al vento con un atto di pazzia allucinante!”
Isabel (rivolta a Micheal): “Perché hai permesso a mio fratello di fare questa follia?”
Micheal: “Non dare la colpa a me, è lui che crede di essere un super eroe”
Max: “Ho già detto che mi dispiace”
Isabel: “Ti dispiace? Tu rompi un giuramento e sai dire soltanto questo? È contro le regole Max, le regole stabilite
da noi”
Max: “Tu adoperi sempre i tuoi poteri”
Isabel: “Per divertimento sì”
Nel mentre Isabel, con i suoi poteri, riscalda il suo Taco con la mano
Isabel: “Ora dobbiamo cercare di limitare i danni, inventerò io qualche scusa credibile”
Max, bevendo dal suo bicchiere, guarda verso la sorella con aria colpevole
Isabel: “Oh no, glielo hai detto?
Max: “Non avevo altra scelta, andrà tutto bene”
Isabel: “Ma non ti rendi conto che ora è cambiato tutto?”
Max: “No, non è vero!”
Micheal: “Isabel ha ragione siamo fregati, dobbiamo lasciare Roswell!”
Nel mentre si alza dalla panca e gli altri due lo seguono mentre si dirige verso la jeep
Max: “Non possiamo andarcene così”
Micheal: “Sì che possiamo, abbiamo sempre saputo che questo giorno, prima o poi, sarebbe arrivato”
Isabel: “Micheal dove ce ne andremo? Ormai Roswell è casa nostra”
I ragazzi salgono sulla jeep
Micheal: “Roswell non è casa nostra, non è neanche nella nostra galassia”
Max: “Ma ora è la cosa che più si avvicina a casa nostra”
Micheal: “Per voi due è possibile, gli Evans hanno raccattato voi due per la strada non me. Per voi sono come dei veri
genitori… Mio padre adottivo invece non è il genitore ideale”
Max: “Andrà tutto bene, dobbiamo solo starcene tranquilli e comportarci normalmente”
Isabel: “Normalmente? È questo il tuo grande piano Max? Non ti rendi conto che è solo una questione di tempo prima che
ci trovino e ci affidino ad un Ente Governativo e ci sottopongano a un sacco di test e a mille analisi fino a
distruggerci completamente”
Max, dopo aver ascoltato le ultime parole della sorella, accelera e parte a gran velocità
Nel frattempo, Liz entra nel bagno della scuola, si rinfresca il viso con l’acqua del lavandino, mentre Maria esce
da una delle toilette e si ferma a guardarla
Liz: “Ciao!”
Liz: “Lo so mi dispiace”
Maria: “Allora, cosa è successo ieri?
Liz: “Ah, che cosa vuoi dire Maria? Tu eri lì no? Hai visto tutto no?”
Maria: “Sì ero lì, solo che questo non è ketchup” – mostrandole il taccuino delle ordinazioni macchiato di rosso
che aveva il giorno prima
Maria: “Questo a me sembra sangue. Che cosa ti ha fatto Max?”
Liz si asciuga le mani tacendo alla domanda di Maria
Isabel ascolta musica con i suoi poteri, appoggiandosi un cd all’orecchio
Max: “Isabel vuoi smetterla per favore?”
Isabel: “Guarda che sto solo ascoltando un cd, tu hai fatto di peggio
Micheal: “Ah ah…”
Max: “Non potevo lasciarla morire”
Intanto alle calcagna è in arrivo lo sceriffo alla guida della jeep della polizia a sirene accese
Isabel: “Accidenti è lo sceriffo, ce l’ha con noi!”
Micheal: “Max accelera, andiamocene via”
Max: “Non abbiamo fatto niente di male. Lui lo fa sempre, si diverte a fermare i ragazzi”
Micheal: “Che cavolo di divertimento”
Lo sceriffo Valenti scende dal suo veicolo e si avvicina a quello dei tre alieni
Sceriffo Valenti: “Patente e libretto per favore”
Max: “Subito sceriffo”
Sceriffo Valenti: “Grazie Signor Evans, abbiamo avuto qualche problema ieri al Crashdown café, cercate di stare
attenti”
Max: “Sì signore!”
Lo sceriffo Valenti sta per andarsene, quando nota una bottiglia di salsa tabasco tra i piedi di Micheal
Sceriffo Valenti: “Rispettate i limiti e siate prudenti”
Max: “Sì certo”
Micheal sfila le chiavi dal blocco di accensione della jeep e scende dal veicolo
Max: “Sta tranquillo andrà tutto bene”
Micheal: “No ti sbagli! La nostra copertura è saltata e non ho intenzione di farmi prendere!”
Max: “Nessuno ti vuole prendere. E non c’è nessuno che ti sta cercando Micheal”
Micheal: “Dove sono i nostri genitori? E dov’è l’equipaggio della navicella? Sono tutti scomparsi… li hanno uccisi…
e tu questo lo sai”
Max: “Liz non dirà niente a nessuno, lei è diversa”
Micheal: “Davvero? E come ha reagito quando glielo hai detto? ‘Ah sei un alieno, come sono contenta, che bello’…”
Max distoglie lo sguardo, mentre Isabel accenna un espressione divertita ma sarcastica
Micheal: “Non credo sia così…” – gettando le chiavi sul sedile
Isabel: “Secondo me ha ragione…”
Kyle sta accompagnando Liz verso la porta di casa, fermandosi davanti all’uscio
Liz: “Beh, buona notte”
Kyle: “Aspetta un momento. Senti Liz è tutta la sera che hai la testa chissà dove”
Liz: “Lo so… e mi dispiace. Kyle, tu ti chiedi mai se… se…”
Kyle: “Mi chiedo mai che cosa?”
Liz: “Quando mi guardi… Tu senti qualcosa?”
Kyle: “Sì naturalmente, certo che sento qualcosa… non capisco perché ora tu…”
Liz: “Lascia stare… non lo so neanch’io che volevo dire e… e comunque è ora che vada a dormire”
Kyle: “Va bene”
Liz, alzando il braccio per prendere la chiave da sopra lo stipite, fa alzare involontariamente il maglione
facendole scoprire il ventre, rivelando l’impronte argentata agli occhi di Kyle
Kyle: “Liz ma…?”
Liz nascondendo velocemente la pancia
Liz: “Buona notte Kyle”
Kyle: “Buona notte Liz”
Liz è seduta sulla solita sdraio sul terrazzo, avvolta in una coperta… poi all’improvviso sente la voce di Max
chiamarla dal vicolo sottostante
Max: “Liz!”
La ragazza si alza e si sporge guardando dal bordo del terrazzo
Max: “Devo parlarti”
Liz scendendo al Crashdown e fa entrare Max
Max: “Immagino come ti senti in questo momento, vedi io ho pensato di dirtelo tante volte…”
Liz: “Volevi dirmi cosa?”
Max non riesce a trattenere un leggero ghigno
Liz: “Cosa?”
Max: “Scusa, il fatto è che io continuo a vederti con in dosso quel vestito con le conchiglie e il fiocco…”
Liz: “Cosa?”
Max: “Eri così piccola”
Liz: “Oh mio Dio! È vero, non riesco a crederci, sì avevo un vestito così… Lo mettevo quando ero all’asilo e io
ti ho conosciuto in terza elementare, che fai mi leggi nel pensiero?”
Max: “Io non leggo nel pensiero… Quando ti ho guarita ho stabilito un collegamento con te e mi è apparsa questa
sequenza di immagini… prima mi è apparso il tuo viso e poi quel vestito e ho capito cosa provavi…”
Liz: “E che cosa provavo? Dimmelo…”
Max: “È stato il momento più imbarazzante di tutta la tua vita. Ma tua madre l’aveva fatto per te con le sue
mani ed era così fiera di quel vestito e tu lo hai messo per lei”
Liz visibilmente scioccata
Max: “Non c’ho mai provato prima ma forse posso invertire il collegamento e così tu vedrai me… sentirai i miei
pensieri…”
Max le si avvicina di fronte, così vicini da sentire i propri respiri
Max: “Ora devo toccarti…”
Liz acconsente con un cenno di capo e Max le appoggia entrambi le mani ai lati del suo viso
Max: “Rilassati, e cerca di liberare la mente”
Liz incomincia a vedere una sequenza di immagini della vita di Max: i fratelli mentre venivano ritrovati, nudi e in
mezzo alla strada, dai Signori Evans; durante il suo primo giorno di scuola, quando la vide per la prima volta; nel
corridoio della scuola mentre parla con Maria e ride spensierata
Liz (voce fuori campo): “Riuscivo a sentire tutto quello che lui stava provando, riuscivo a percepire la sua
solitudine. Per la prima volta vedevo chi era realmente Max Evans, e vedevo me stessa come lui mi vedeva… E la
cosa più sorprendente era che, ai suoi occhi, io ero bellissima”
Le mani di Max le lasciano il viso, scostandosi leggermente da lei
Max: “Ha funzionato?”
Liz annuisce e Max la guarda senza riuscire a nascondere il suo imbarazzo
Il giorno dopo a scuola Liz è appoggiata ad una parete del corridoio mentre tutti gli studenti, incluso Max,
escono dalle classi. Lei lo guarda senza che lui se ne possa accorgere
Liz (voce fuori campo): “Max Evans mi ha dato una tale forza, è come se tutta la mia vita fosse cambiata in un
solo istante. Ma la cosa più assurda è che questa cosa stupenda mi è capitata con un alieno!”
Liz si trova nell’aula di musica della band della scuola, dove giorni prima aveva parlato con Max, e Alex entra poco
dopo
Alex: “Ciao!”
Liz: “Ah, ciao Alex! Per caso hai visto il mio zaino in giro?”
Alex: “No, non l’ho visto… Hey, posso parlarti un momento?”
Liz: “Sì, di che cosa?”
Alex: “Beh, sono un tuo amico e sono anche amico di Maria, perciò se tu menti a Maria in fondo è come se mentissi
a me”
Liz: “Alex che ti ha detto Maria?”
Alex: “Beh ecco, è stata un po’ vaga, tu lo sai molto spesso Maria tende ad esagerare ma mi ha detto del sangue
che ha trovato sul tuo blocchetto delle ordinazioni… che succede Liz?”
Liz: “Alex, Maria è un tipo che drammatizza tutto, l’hai detto anche tu! Non sta succedendo niente”
Alex: “D’accordo d’accordo… ma… ma ascolta a me interessa solo che tu stia bene. Allora tu stai bene? È tutto a posto?”
Liz: “Sto bene”
Alex: “Perfetto”
Liz: “D’accordo”
Alex: “E qualunque cosa sia accaduta ora è passata, vero?”
Liz: “Sì, adesso è tutto quanto finito”
Alex: “Bene”
Liz: “Mhm mhm”
In quel momento il Preside e l’agente Owen entrano nell’aula
Preside: “Eccola”
Agente Owen: “Signorina, lo sceriffo deve farti alcune domande”
Liz è seduta alla scrivania dell’ufficio dello sceriffo Valenti, poco dopo lo stesso sceriffo entra nella stanza
Sceriffo Valenti: “Buona sera Liz. Tuo padre mi ha detto che potevo farti qualche domanda. Mi dispiace doverti mostrare
queste foto…”
Lo sceriffo Valenti le mostra delle fotografie di un uomo morto con impressa un’impronta argentata sul corpo, la stessa
che Max le ha lasciato sul ventre quando l’ha guarita
Sceriffo Valenti: “Quest’uomo è stato trovato morto senza una causa che giustifichi la sua morte a parte… questa” –
indicando sulla foto l’impronta argentata – “Tu hai mai vista quest’impronta”
Liz: “No, non ho mai visto questa impronta prima d’ora”
Sceriffo Valenti: “Kyle dice di averne vista una simile sulla tua pancia”
Liz: “Si è sbagliato”
Sceriffo Valenti: “Ne sono certo, Kyle ha una fervida immaginazione…”
Liz: “Eh già…”
Sceriffo Valenti: “…ma è mio dovere controllore personalmente”
Liz: “Andiamo sceriffo, insomma non capisco perché… Le ho detto che mi sono versata del ketchup addosso, gliel’ho detto
più volte, non mi crede?”
Sceriffo Valenti: “Liz, per favore…”
Liz si alza in piedi sollevando la sua maglietta consapevole di essere in procinto di mostrargli l’impronta, ma
questa non c’è più, è scomparsa
Sceriffo Valenti: “L’impronta è scomparsa anche da quel corpo. Conosci un ragazzo che si chiama Max Evans?”
Liz: “Max Evans?”
Sceriffo Valenti: “Ah ah… allora?”
Liz: “Uhm… non è che lo conosco molto bene”
Sceriffo Valenti: “Lui c’era quel giorno al Crashdown?”
Liz: “No”
Sceriffo Valenti: “Capisco”
Liz: “Sceriffo, posso andarmene ora?”
Sceriffo Valenti: “Ah, un’altra cosa…”
Estrae da sotto la scrivania lo zainetto di Liz, quello che un attimo prima cercava nell’aula di musica
Sceriffo Valenti: “Qualcuno ha trovato questo zainetto, è tuo non è vero?”
Poco dopo Liz torna a scuola e va a raggiungere Max che sta facendo lezione di difesa. Ma la nota e i due restano a
guardarsi
Intanto lo sceriffo Valenti sta parla con l’agente Stevens (FBI), competente della scientifica, che ha chiamato per
indagare sul caso della sparatoria
Sceriffo Valenti: “È stato sparato un colpo, c’è un foro di proiettile sul grembiule, sono sicuro che quella ragazza
è stata colpita!
L’agente Stevens sospira in segno di insofferenza e rassegnazione, alzandosi in piedi apre la sua valigetta e ci
infila il grembiule di Liz
Sceriffo Valenti: “Che sta facendo?”
Agente Stevens: “Senta, ho un avvistamento di due dischi volanti a Phoenix e un contabile a Barstow che crede di
essere Gesù… entrambi i casi sono molto più attendibili di questo. Comunque farò analizzare questo grembiule e mi
chiami se per caso dovesse trovare qualcosa di reale”
I due uomini escono dall’edificio
Sceriffo Valenti: “Mi avete detto voi di contattarvi se avessi visto qualcosa… beh mio figlio l’ha vista
quell’impronta!”
Agente Stevens: “Ne sono convinto”
Sceriffo Valenti: “Che cosa farà adesso?”
Agente Stevens: “Farò analizzare il grembiule in laboratorio e mi occuperò del caso senza coinvolgimenti personali,
le suggerisco di fare lo stesso”
Sceriffo Valenti: “Non ho intenzione di lasciar perdere! Voglio occuparmi di questa indagine!”
Agente Stevens: “Sceriffo sa come veniva chiamato suo padre dai miei colleghi? ‘Il sergente marziano’…
Cerchi di non fare la sua fine” – entrando nella sua macchina
Sceriffo Valenti: “Agente Stevens, avevo solamente otto anni quando mio padre trovò quel corpo. Per tutta la vita ho
creduto anch’io come tutti gli altri che fosse pazzo, che fosse tutto assurdo… Ora non ne sono più così sicuro”
Agente Stevens: “Grazie sceriffo, il suo lavoro è terminato, ora tocca a noi”
Max e Liz entrano nell’aula d’arte, lei ha un passo e un tono agitati
Liz: “Devo sapere la verità Max. Devo sapere tutto quanto, sennò vado dritta dritta dallo sceriffo Valenti e gli
racconto tutto quello che so!”
Max: “D’accordo!”
Liz: “Perfetto!”
Liz estrae dalla tasca un biglietto su cui ha scritto delle domande da rivolgere a Max. Intanto lui la guarda quasi
divertito
Liz: “Allora, punto primo: voglio sapere da dove vieni”
Max: “Non lo so. Quando ci fu l’impatto io non ero cosciente”
Liz: “Vi siete schiantati?”
Max: “Da quello che so non è stato certo un atterraggio morbido…”
Liz: “La navicella si è schiantata nel ’47 ma tu hai 16 anni…”
Max: “Noi eravamo in una specie di cella di ibernazione”
Liz: “Noi chi?”
Max: “Isabel e Micheal… anche loro sono… uh…”
Liz: “D’accordo, beh questo certo spiega alcune cose… ah… che tipo di poteri avete?”
Max: “Possiamo collegarci con le persone come hai… hai già visto. Possiamo manipolare le strutture molecolari e
possiamo…”
Liz: “A… aspetta… spiegati meglio…”
Max si avvicina ad un tavolo con sopra una scultura raffigurante un volto e muovendo la sua mano su di essa ne
cambia la forma per poi ricomporla
Max: “Così ti ho guarito”
Liz: “Max, chi altro sa questo?”
Max: “Nessuno”
Liz: “Nemmeno i tuoi genitori?”
Max: “Non lo sa nessuno. Da questo segreto dipende la nostra vita”
Liz: “Così quando mi hai salvata hai rischiato che tutti vi scoprissero, giusto?”
Max: “Sì”
Liz: “Perché?”
Max: “Perché eri tu!”
Liz sorride
Liz: “Uhm Max, lo sceriffo mi ha mostrato la foto di un uomo che è stato ucciso. Anche sul suo petto c’era l’impronta
color agento”
Max: “Non può essere”
Liz: “La foto era del 1959”
Max: “Ma è impossibile!”
Liz: “Kyle ha visto l’impronta della mano sulla mia pancia e Valenti ha trovato il mio grembiule da cameriera con
il foro del proiettile. Mi ha chiesto se eri nel locale durante la sparatoria. Max, lui sospetta di te”
Max visibilmente sconvolto si allontana
Liz: “Max!”
Max: “Ora devo andare”
Liz: “Ti prego Max aspetta, dove vai? Dove stai andando? Max… Max!”
Liz cerca di inseguire Max tra la folla di ragazzi vestiti per il Crash Festival che corrono nel corridoio della
scuola, ma lo perde di vista
Isabel termina di prepararsi per il festival, stringendo i lacci dei suoi stivali, sdraiata sul letto mentre Max
apre la porta della sua camera
Max: “Dimentica la festa, dobbiamo andarcene”
I due fratelli, sulla jeep in un vicolo, attendono Micheal che arrivando salta all’interno del veicolo
Isabel: “Dov’è il tuo costume?”
Micheal: “L’ho indosso!”
Liz sta studiando sul suo letto, Maria già vestita per la festa, entra nella stanza mettendosi davanti a Liz
Maria: “Senti, prima di andare a questo stupido Crash Festival voglio sapere tutto, e se non mi dici subito la verità
andrò io stessa dallo sceriffo Valenti a raccontargli tutto quello che so!”
Liz: “E cosa sai?”
Maria: “Beh… io… io so che Max quel giorno era nel locale e so che è venuto verso di te quando sei rimasta colpita
e ti ha fatto qualcosa. E purtroppo so anche che l’unica persona al mondo della quale credevo di potermi fidare ora…
ora mi sta mentendo”
Liz: “Devi promettermi che ora non ti metterai ad urlare…”
Maria: “Mettermi ad urlare? Ti sembro il tipo?”
Maria esce fuori dal Crashdown cafè correndo e urlando mentre Liz la rincorre cercando di calmarla
Liz: “Maria!”
Sulla jeep
Micheal: “Quindi questa foto dimostra che ci sono altri come noi!”
Max: “Solo un altro… almeno, c’era nel 1959”
Micheal: “Allora c’è una speranza, se riusciamo a trovarlo potrà dirci da dove veniamo e che cosa siamo!”
Isabel: “Micheal sta calmo, sappiamo solo che quarant’anni fa c’era forse un nostro parente e potrebbe anche essere
un potenziale assassino”
Nell’auto di Maria
Maria: “Liz, ma che ti è successo? Sei una brillante studentessa, hai tutte le carte in regola per diventare uno
scienziato famoso in tutto il mondo ed eravamo d’accordo che io sarei stata la tua amica strampalata e ora questo
piano non può funzionare! Non posso essere l’amica strampalata di qualcuno che va fuori di testa per…”
Liz: “Stai dicendo un mucchio di idiozie Maria” – interrompendola
Maria: “Ho tutto il diritto di dire idiozie quindi devi sopportarmi!”
Le due amiche incrociano i tre alieni sulla corsia opposta alla loro
Liz: “Oh mio Dio, sono loro fermati! Dai fai inversione!”
Maria: “Ma che dici?”
Liz: “Maria!”
Maria: “Qui non si può fare…”
Liz mette le mani sul volante costringendo Maria ad effettuare un’inversione a ‘U’
Maria: “Oh mio Dio, tu sei pazza…”
Liz: “Non sono pazza! Ti prego raggiungili!"
Maria: “E come faccio? La mia macchina è lenta!”
Max vedendo lo sceriffo Valenti di pattuglia, istintivamente sterza entrando in una traversa che sfortunatamente è
ostruita da un altro veicolo, e prima che possa far retromarcia e tornare indietro, i tre alieni, vengono bloccati da
un’altra macchina… quella di Maria
Isabel: “Che vogliono?”
I cinque ragazzi, scesi dai propri veicoli, si vengono incontro
Maria: “Liz, vuoi spiegarmi? Non dirmi che sono tre…”
Liz: “.. in effetti…”
Maria: “Oh… mi sento svenire”
Alieni e umani si trovano gli uni di fronte agli altri
Liz: “Maria sa tutto”
Micheal: “Un bel disastro”
Maria: “Sentite, vi prometto di non dirlo a nessuno”
Micheal fa un passo avanti e Maria per proteggersi va a mettersi dietro a Liz
Micheal: “Sposta quella macchina per favore”
Liz: “Io non credo che voi dovreste scappare, in questo modo dimostrereste che siete colpevoli”
Micheal: “Colpevoli di che? Di averti salvata?”
Max: “Micheal…”
Liz: “Io credo di avere una buona idea. Se restiamo tutti uniti forse riusciremo a tener testa allo sceriffo Valenti”
Micheal: “Noi uniti a voi, perché? Le nostre vite sono in pericolo e non le vostre! Sposta quella macchina!”
Max: “Micheal, non potrà durare per sempre. Questo segreto… non durerà per sempre”
Liz: “Sentite, quello che è successo per voi non è una minaccia ma se scapperete Valenti capirà che c’è sotto qualcosa,
andandovene gli confermerete i suoi sospetti”
Max: “Ha ragione”
Isabel: “Stai dalla sua parte, lo sapevo”
Max: “Io non sto dalla parte di nessuno, è chiaro?”
Isabel: “Scegli cosa fare allora perché non abbiamo più tempo”
Max abbassa lo sguardo restando in silenzio poi alza il viso e si volta verso Liz
Max: “Sposta la macchina. Ho deciso… mi consegnerò a Valenti”
Micheal: “Ma avevamo deciso di andarcene”
Isabel: “No io non me ne posso andare senza di te”
Isabel (rivolto alle ragazze): “Qual è la tua idea?”
Successivamente Liz va a casa di Kyle. Lui le apre la porta e la vede indossare un costume piuttosto aderente per il
Crash Festival
Kyle: “Sono stato ad aspettarti per un’ora e mezza”
Liz: “Kyle, so di essermi comportata molto male con te e ti chiedo scusa…” – guardandolo con fare innocente e
ammaliante
Intanto Maria ed Isabel sono al Crash Festival, e camminando insieme incrociano Alex
Isabel: “Bella maschera Alex”
Alex: “Isabel, ciao… Maria?!”
Maria: “Ciao”
Alex: “Uh, che bell’aliena…!”
A casa di Kyle
Kyle: “Non dobbiamo andarci per forza al festival…”
Liz: “Kyle sono sicura che sarà divertente. Senti ci vediamo di fronte al podio fra mezz’ora, va bene?” –
infine lo bacia
Kyle: “D’accordo…”
Kyle: “… tra mezz’ora” – le dice mentre vede la ragazza ad allontanarsi
Liz: “Sì”
La ragazza si nasconde dietro ad un albero e chiama Max al cellulare. Max e Micheal si trovano sulla jeep
Liz (per telefono, rivolta a Max): “Abbiamo mezz’ora”
Max (rispondendo al cellulare): “Bene”
Max (rivolto a Micheal): “Che ne dici?”
Micheal: “Non funzionerà”
Al Crash Festival, lo sceriffo raggiunge l’agente Owen, in cerca di Max
Sceriffo Valenti: “Allora? Dov’è?”
Agente Owen: “Laggiù. Che ha fatto quel ragazzo sceriffo?”
Sceriffo Valenti: “Aspettami qui Owen”
Intanto Maria e Isabel nell’area parcheggio
Isabel (rivolta a Maria): “Avanti rotolati!”
Maria: “È quello che sto facendo!”
Isabel: ”Rotola!”
Maria: “Mi sto rotolando, vedi?”
Isabel: “Bene, ci siamo. Le chiavi…”
Maria: “D’accordo, so che la macchina di mia madre non è una fuoriserie ma lei ci tiene e se gliela distruggessi
si arrabbierebbe molto, capito?”
Isabel: “Sta tranquilla”
Lo sceriffo Valenti avvicinandosi a Max
Sceriffo Valenti: “Devo farti alcune domande”
Max: “Che domande?”
Sceriffo Valenti: “Eri al Crashdown café il giorno della sparatoria?”
Max: “Sì”
Sceriffo Valenti: “Che cosa hai fatto a Liz Parker?”
Max: “Io non le ho fatto niente”
Sceriffo Valenti: “E io non ti credo!” – ammanettandolo
Max: “Non mi legge i miei diritti?”
Sceriffo Valenti: “Perché ne hai?
Liz girovaga per il Festival e accidentalmente si scontra con due travestiti da alieni
Liz: “Scusate!”
I due travestiti si voltano a guardarla andare via, e levando la maschera si scopre essere Larry e Jennifer,
i clienti del Crashdown café il giorno della sparatoria
Isabel fa finta di investire Maria. Lo sceriffo Valenti vede la scena e lascia andare Max per andare a soccorrere Maria
distesa a terra. L’aliena scappa prima che qualcuno la vede, mentre Liz, Larry e Jennifer cercano di raggiungere il
luogo del finto incidente. Intanto si intravede uno travestito da alieno abbassarsi su Maria
Liz: “Maria”
Il travestito da alieno si accorge che stanno sopraggiungendo Liz, Larry, Jennifer, Max, Valenti con l’agente Owen ed
Alex
Alex: “Che succede? Che stai facendo? Ah…” – viene colpito dal finto alieno
Sceriffo Valenti: “Che è successo” – chinandosi su Maria stesa a terra e notando l’impronta di una mano argentata
sul petto
Sceriffo Valenti: “Tutto bene?”
Maria (alzandosi): “Sì, credo di sì”
Agente Owen: “Eccolo là sceriffo! È stato quello là, è lui sta scappando!” – vedendo il travestito scappare
Sceriffo Valenti (rivolto all’agente Owen): “Sorveglia il ragazzo!”
Lo sceriffo cerca di inseguire la maschera attraverso la folla del festival, intravede il finto alieno e arrivandogli
alle spalle lo fa voltare, ma levandosi la maschera il ragazzo si scopre essere il figlio dello sceriffo, Kyle
Kyle: “Papà… mi hai fatto venire un colpo. Hai visto Liz? Avremmo dovuto vederci qui un quarto d’ora fa…”
Sceriffo Valenti: “No, non l’ho vista”
Kyle: “Chissà dov’è”
Lo sceriffo si guarda le mani sporche di vernice argentata, mentre un istante prima avevano toccato il vestito
del figlio. Intanto Micheal si trova in uno dei servizi pubblici, cercando di sbarazzarsi del costume, uguale a quello
di Kyle, usato per la messa in scena, e lo sceriffo Valenti torna da Max, sbattendolo contro una porta lo libera dalle
manette
Sceriffo Valenti: “Sei molto furbo ragazzo”
Max: “Non so di cosa sta parlando”
Sceriffo Valenti: “Non fare giochetti con me Signor Evans…” – mostrando la vernice sulle sue dita, quella che era
sul petto di Maria
Sceriffo Valenti: “Questa è vernice! Ti sei avvicinato a Liz dopo che era caduta e le hai fatto qualcosa e io voglio
sapere che cosa le hai fatto!”
Max: “Ho mangiato un hamburger, quando hanno sparato sono scappato via. Ho infranto la legge forse? Vuole arrestarmi
sceriffo?”
Sceriffo Valenti: “No, i tuoi genitori ti farebbero uscire dopo un’ora… ma voglio dirti una cosa: prima o poi
io scoprirò la verità, ci puoi scommettere! Tu sei molto intelligente Max… ma lo sono anch’io!” – in seguito
voltandosi e allontanandosi
Intanto, sul palco, Jonathan Frakes fa il conto alla rovescia per la simulazione dell’impatto sulla terra della
navicella spaziale con all’interno pupazzi-alieni
Frakes: “Siete tutti pronti?”
Folla: “Sììììì!”
Frakes: “Ne siete sicuri?”
Folla: “Sììììì!”
Frakes: “7-6-5-4-3-2-1… via!”
La piccola astronave cade sul terreno e i suoi finti passeggeri vengono sbalzati fuori. I corpicini dei pupazzi-alieni
sono sul terreno prendendo fuoco davanti all’esultanza della folla
Frakes: “Sììììì!”
I tre alieni guardano la scena desolati e tristi, poi Max vede Liz e la raggiunge per parlare
Max: “Ciao!”
Liz: “Ciao!”
Max avvicinandosi a Liz, le scosta una ciocca di capelli dietro all’orecchio
Liz: “Che c’è?”
Max: “Ti stanno bene”
Liz: “Sei gentile, grazie”
Max: “Prego… Liz, non è prudente, voglio dire… per me e per te sai… non è prudente”
Liz: “Non m’importa”
Max: “Liz io vorrei davvero che fra noi ci fosse qualcosa… qualcosa di più… ma non si può, noi due…”
Liz: “Siamo diversi”
Max: “Già”
Max allontanandosi si volta verso lei
Max: “Ci vediamo a scuola” – voltandosi di nuovo proseguendo la sua strada
Liz: “Max?”
Lui voltandosi, la guarda
Liz: “Io non ti ho ancora ringraziato per avermi salvato la vita”
Max: “Grazie a te”
Liz (voce fuori campo): “Oggi è il 24 settembre, io sono Liz Parker e sei giorni fa sono morta. Ma poi mi è accaduta
una cosa meravigliosa… e ho cominciato a vivere"
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