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Episodi
- Episodi 1° SERIE

Episodio 1.02 - "Segreti"

Liz scrivendo sul suo diario
Liz (voce fuori campo): “27 Settembre. Mi chiamo Liz Parker e non potrò mai più guardare le stelle come prima, anzi credo che non guarderò più niente come prima! Che intendeva Max Evans quando ha detto ‘Ci vedremo a scuola?’ Intendeva ‘Non riuscirò a respirare finché non ci rivedremo?’ o era solo qualcosa che uno dice tanto per non star zitto...? E che starà pensando in questo momento? Sarà anche lui ossessionato, torturato... passerà da una notte insonne all'altra chiedendosi come andrà a finire fra noi?”

Intanto, mentre Max dorme, qualcuno sta cercando di entrare dalla finestra della sua camera. Max, accorgendosi, impugna una mazza da baseball che tiene accanto al letto e si dirige verso la finestra, quando armato anche di torcia elettrica cerca di colpire l’intruso
Max: “Fermo dove sei!”
Micheal: “No no! Sono io”
Max: “Hai litigato con Hank?”
Micheal: “Non potevo dormire”
Max prende un sacco a pelo che tiene accanto alla scrivania, lo stende a terra e poi torna a sdraiarsi sul letto, mentre Micheal non accenna a volersi sdraiare Max: “Io stavo dormendo invece”
Micheal: “Sorprendente”
Max: “Cosa è sorprendente?”
Micheal: “Che tu possa dormire tranquillamente mentre è in gioco la nostra vita”
Max: “Micheal...”
Micheal: “Max, ascolta. La foto che Valenti ha mostrato a Liz è la prova che qualcun altro come noi è stato qui nel '59, ed era qui quando c'è stato lo schianto. Sa da dove veniamo, sa chi siamo e sa perché siamo qui... forse saprebbe spedirci indietro”
Max: “Micheal io ti capisco, credimi. E credimi, anch'io vorrei saperlo.. ma la foto è in mano allo sceriffo quindi non la vedremo mai, cioè è quasi impossibile, giusto? Micheal...”

SIGLA

Micheal, trovandosi all’esterno dell’edificio della stazione di polizia, nota che la finestra dell’ufficio dello sceriffo, situata all’ultimo piano, è protetta da sbarre e lucchetto. Ma un attimo dopo si nasconde dall’arrivo dello sceriffo con la jeep della polizia

Intanto al Crashdown Café, Liz e Maria indossano la divisa nel retro per cominciare a lavorare
Maria: “Cioè, che sappiamo noi di questa gente? Niente! Come sappiamo che non sono alti un metro, verdi e viscidi?”
Liz: “Non lo sappiamo”
Maria: “E sai cosa non mi piace soprattutto? I loro poteri! Chissà magari possono, con il semplice movimento di un dito, farci sparire…”
Liz: “Può anche essere”
Maria: “D'accordo ho capito, stai facendo l'indifferente! Giuro che ti strozzerei! Liz abbiamo a che fare con gli alieni!”
Appena Maria pronuncia la parola ‘alieni’, Liz le tappa la bocca con la mano, mentre un uomo entra nel retro del locale
Liz: “Potresti evitare di dire questa parola in pubblico?”
Iniziato il turno, le ragazze entrano all’interno del locale del Crashdown Café
Maria: “Il fatto è che non sappiamo niente di questi cecoslovacchi. Sono buoni cecoslovacchi? Cattivi cecoslovacchi? Non lo sappiamo! Sono solo dei cecoslovacchi. Per quanto ne sappiamo non hanno neanche i passaporti”
Alex sbuca all'improvviso da sotto un tavolo davanti il quale le ragazze si erano fermate mentre Maria parlava
Alex: “Chi è cecoslovacco?”
Maria: “Ciao!”
Liz: “Ciao!”
Alex: “Ciao! Allora chi è questo cecoslovacco?”
Le ragazze ribattendo contemporaneamente Liz: “E'un ragazzo a scuola!”
Maria: “E' un ragazzo del ferramenta!”
Liz: “... Si... un nuovo ragazzo a scuola che lavora dal ferramenta!”
Maria: “Esatto”
Alex: “Beh e allora?”
Liz e Maria: “Niente!”
Alex: “Grazie della spiegazione”
Liz e Maria si allontanano
Maria: “Guarda sta arrivando un cecoslovacco...”
Micheal guardando attraverso una delle finestre del locale, incrocia i loro sguardi e si allontana immediatamente
Maria: “Ecco, quello mi fa venire i brividi!”
A scuola, Liz è insieme ad altre compagne che parlano di ragazzi aspettando l'insegnante di geometria...
Compagna di classe: “...e allora ci siamo guardati più da vicino... molto vicino!”
Pur partecipando ai discorsi delle compagne, Liz è persa nei suoi pensieri e voltandosi senza farsi vedere, nota Max seduto in un banco lì vicino
Liz (voce fuori campo): “Quello che colpisce dei cecoslovacchi, è che hanno uno sguardo incredibilmente magnetico”
Compagna di classe: “Quella sicuramente non è il professor Singer!”
In classe entra una nuova insegnante dall’aspetto piacente
Topolsky: “Salve. Sono Kathleen Topolsky e sostituirò per qualche giorno il signor Singer che è malato”
Compagno di classe: “Spero sia un caso grave!”
Topolsky: “Allora, questa è la famosa Roswell New Mexico... prima di cominciare una domanda: c'è forse qualcuno di voi che crede davvero negli alieni?”
La classe ride. Max e Liz si guardano leggermente
Topolsky: “D'accordo, facciamo l'appello. Ah... Bartley”
”Bartley: “Presente”
Topolsky: “Collins”
Collins: “Presente”
Topolsky: “Evans”
Max: “Presente”
Topolsky: “Guerin... Michael Guerin? E' presente? Qualcuno sa dov'è Michael?”
Tutti si voltano a guardare Max
Topolsky: “Evans, giusto? Max Evans?”
Max: “Sì”
Topolsky: “Sai dov'è Michael Guerin?”
Max: “Ehm... Michael non è entusiasta della geometria”
Tutta la classe ride
Topolsky: “Non è entusiasta... bene! Io credo di poterlo capire, è una materia che entusiasma pochi. Apriamo il libro a pag. 228”
Terminata la lezione tutti gli studenti escono nei corridoi
Liz: “Ciao”
Max: “Ciao, come va?”
Liz: “Bene... ehm sai... sempre le solite cose... sempre le stesse”
Max: “Bene”
Liz: “Ehm... non è strano?”
Max: “Cosa?”
Liz: “Il fatto che la supplente abbia fatto tutte quelle domande su Michael... si... che voleva sapere?”
Max: “Stava solo facendo l'appello”
Liz: “Certo”
Max: “Non ti preoccupare, nessuno sospetta di Michael, assolutamente”
Liz: “Giusto... ok”
All’improvviso sopraggiunge Isabel Isabel: “Ciao Liz!”
Max: “Ciao”
Liz: “Ciao”
Isabel (rivolta a Max): “Andiamo” – prendendo il fratello sotto braccio e portandolo via
Max: “Andiamo”

Alla stazione di polizia, lo sceriffo Valenti entrando, nota un uomo di colore ben vestito seduto su una sedia posta davanti ad una parete, che gli accenna un saluto
Agente Hart: “Buongiorno”
Sceriffo Valenti: “Salve”
Lo sceriffo con aria di disappunto si dirige verso il bancone della stazione di polizia rivolgendosi a uno dei suoi agenti
Sceriffo Valenti: “Chi è?”
Agente Hanson: “FBI, Agente Hart”
Sceriffo Valenti: “Con chi deve parlare?”
Agente Hanson: “Con nessuno che io sappia”
Sceriffo Valenti: “E che sta facendo qui?”
Agente Hanson: “A quanto pare niente. E' seduto lì dalle 7 di stamattina”
Sceriffo Valenti: “Agente Hanson, tu glielo hai chiesto che ci fa qui?”
Agente Hanson: “Sì, e lui ha detto che è qui in missione e che dobbiamo comportarci come se niente fosse”
Sceriffo Valenti: “Ahhh... e questa spiegazione ti è bastata vero? Ma che bravo...”
Lo sceriffo Valenti si dirige verso l'agente dell'FBI
Sceriffo Valenti: “Agente Hart, sono lo sceriffo Valenti, i suoi documenti prego…”
Agente Hart: “Mi scusi per l'intrusione. Sono qui in missione sceriffo, lei continui pure come se niente...”
Sceriffo Valenti: “…Niente fosse. Si lo so. Vede il problema è che avere un agente federale seduto nel bel mezzo del mio ufficio non è una situazione diciamo ‘usuale’”
Agente Hart: “Ho avuto l'ordine di non alzarmi assolutamente da questa sedia”
Sceriffo Valenti: “Ahhh... Questo ufficio è fuori dalla giurisdizione dell'FBI, quindi le chiedo per cortesia di alzarsi, di uscire e di portarsi via anche la sua sedia”
L’agente Hart, ubbidendo allo sceriffo, si alza dirigendosi verso l’uscita con la sua sedia
Intanto a scuola, Liz e Maria escono per mangiare sedendosi su di un muretto

Liz: “E' impossibile che lei non sia chi dice di essere”
Maria: “Beh, nessuno è veramente chi dice di essere ma... che vuoi dire esattamente?”
Liz: “Niente”
Maria: “Vuoi dire che lei è una spia?”
Liz: “Ma no! Non essere ridicola!”
Maria: “Perché potrebbe anche essere sai?”
Liz: “No questo è pazzesco, dai smettila su…”
Maria: “Pensaci bene... fa l'appello... Quando mai un supplente fa l'appello? Mio Dio è una classica storia da Roswell!! Si, io ti dico che è stata mandata qui!”
Liz: “Perché lo avrebbe fatto?”
Maria: “Per trovare i cecoslovacchi!”
Liz: “Adesso stai esagerando Maria”
Maria: “Questo mi conferma quello che pensavo prima che tu mi parlassi di questa cosa e cioè che dobbiamo a tutti i costi, a tutti i costi, dirlo ad Alex!”
Liz: “No senti Maria non dobbiamo dire niente a nessuno, mai. Mai!”
Maria: “Non dobbiamo? Io sono di parere opposto! Senti ci serve qualcuno che ci aiuti a riflettere. Stanno succedendo cosa che potrebbero essere pericolose. L'altro giorno lo sceriffo mi fa tutte quelle domande e ora appare questa misteriosa Topolsky. Fanno proprio così, mandano agenti speciali del governo, "cacciatori di alieni",... già.. e noi rischiamo di fare la stessa fine dei cecoslovacchi! Ci serve il parere di Alex!”
Liz indica Alex, mentre sta dando spettacolo con una ridicola e improvvisata esibizione da contorsionista, provocando la derisione di diverse ragazze
Alex: “Io sono snodabile... io riesco a farlo, non so come”
Maria: “Lo ammetto, non è proprio James Bond ma per ora non abbiamo di meglio”
Alex: “Che c'è?? Hey mi avete preso per pazzo?”

Liz e Maria stanno parlando davanti all'armadietto di Liz
Maria: “Sta arrivando Kyle Valenti!”
Liz: “E' entrato in corridoio o è diretto verso di me?”
Maria: “Verso di te...”
Liz: “Oh no!”
Maria: “Che gli dirai?”
Liz: “Credo che non ci sia proprio niente da dire. Ci siamo frequentati quest'estate senza alcun impegno. Sono certa che ora che siamo tornati a scuola mi ricorderà come una storiella estiva”
Kyle: “Liz!”
Liz: “Kyle!”
Kyle: “La mia ragazza...”
Maria (rivolta a Liz): “Ciao!”
Liz: “Hey”
Kyle: “Hey... come stai?”
Liz: “Bene, però sai sono molto presa dagli impegni della scuola”
Kyle: “Sì queste cose le prendi molto sul serio”
Liz: “Già”
Kyle: “Bene... OK”
Liz: “OK... OK” – girandosi per andare
Kyle: “Senti Liz credo che sia importante essere onesti fra noi, ne parlavo con Tommy Hilligan della squadra ed è d'accordo con me: bisogna essere puntuali Liz. So che non c'era niente di preciso tra noi ma dovevamo vederci al Crash Festival e se si tiene a una persona, e io tengo a te, bisogna essere puntuali... se tu fossi stata una qualunque che mi aveva dato buca avrei continuato per la mia strada ma tu non sei una qualunque, tu per me sei...”
In quel preciso momento Liz nota la Signora Topolsky che sta uscendo dall'archivio degli studenti con in mano diversi fascicoli
Liz: “Kyle, mi piacerebbe tanto parlare con te ma ora non ho tempo, scusa... devo proprio andare, scusa.....”
Liz cerca di raggiungerla, e svoltato l’angolo del corridoio va a sbatterci contro involontariamente, facendole cadere i fascicoli a terra
Liz: “Oddio mi scusi, mi dispiace molto!”
Topolsky: “Parker, Liz”
Liz: “Sì”
Topolsky: “Ho una memoria fotografica”
Liz: “Ah, interessante... Non ho mai conosciuto nessuno con la memoria fotografica”
Topolsky: “Mi è utile nel mio lavoro”
Liz: “Ecco, se la posso aiutare”
Topolsky: “Grazie, sei molto gentile”
Liz si china per darle una mano e nel recuperare le varie cartelline vede fra esse quella di Michael.
Liz va a casa di Michael scoprendo che abita in una specie di accampamento di nomadi. La ragazza bussa alla porta e le apre il padre adottivo di Micheal

Liz: “Salve”
Hank: “Salve”
Liz: “Stavo cercando Michael...Michael Guerin...forse hanno sbagliato indirizzo”
Hank: “Michael!”
Michael sopraggiunge
Micheal: “Usciamo, forza...”
I due si incamminano fuori dall'abitazione di Micheal
Micheal: “Erano i miei dati? Sicura? Erano proprio i miei?”
Liz: “Sì”
Micheal: “Ha chiesto di me in classe?”
Liz: “Beh, ha fatto solo l'appello e quando ha visto che non c'eri ha chiesto se qualcuno ti conosceva”
Micheal: “Beh, allora mi cerca”
Liz: “Non so che sta succedendo ma ho pensato che dovevo dirtelo”
Micheal: “Grazie”
Liz: “Di niente”
Micheal: Senti Hank ti ha insultata per caso?”
Liz: “No, no”
Micheal: “Lo devi ignorare”
Liz: “Scusa se sono venuta qui da te”
Micheal: “Io vivo qua. Grazie” - allontanandosi
Lo sceriffo Valenti si trova a parlare al telefono nel suo ufficio

Sceriffo Valenti: “Lo so che è tardi ma ha mandato un agente nel mio ufficio e ho diritto a una spiegazione immediata... no, non voglio richiamare... No, eh no... non posso aspettare domani... Beh sì, anche a me dispiace tanto... senta... no, no mi scusi... pronto? Pronto?”
Lo sceriffo Valenti riattacca. Pensieroso, si alza dalla scrivania dirigendosi allo schedario. Aprendolo ne estrae il rapporto che tratta il caso dell'uomo morto con l'impronta color argento sul petto. Sfogliandolo, arriva all'ultima pagina dove c'è annessa una piccola bustina bianca, la stacca e la apre dove ne estrae una chiave. Dopo averla guarda prende una thermos da caffè da un sacchetto di carta e la nasconde sotto il coperchio. Rimette la thermos nel sacchetto e lo ripone in uno dei cassetti della sua scrivania.
Poco dopo Valenti esce dall'ufficio raggiungendo la sua auto per andarsene. Micheal, esce da un negozio situato di fronte alla stazione di polizia, ha con se un sacchetto che porta all'interno della stazione

Agente Hanson: “Ciao vuoi qualcosa?”
Micheal: “Ah...buonasera agente! Vendo dolci per beneficenza!
Agente Hanson: “Dolci?”
Micheal: “Si! Per riaprire l'orfanotrofio di West Lake agente... Hansen” – leggendo la targhetta - “Lei può aiutarci a dare una casa a decine di bambini bisognosi. Le singole scatole vengono 6 dollari l'una. Ah! Ci tengo a raccomandarle le arachidi croccanti, sono buonissime”
Agente Hanson: “Ecco... sono a dieta, cerco di evitare i dolci”
Micheal: “Ah beh allora... se è d'accordo dò un'occhiata per vedere se c'è qualcuno...”
Agente Hanson: “Non c'è nessuno di là”
Micheal: “Ahm... potrei tornare domani sera?”
Agente Hanson: “Di solito la notte qui non c'è nessuno”
Micheal: “La ringrazio molto per l'aiuto”
Mentre Michael si dirige verso l'uscita si imbatte nell'agente Owen
Agente Owen: “Cosa fai qui ?”
Micheal: “Vendo dolci per beneficenza”
Agente Owen: “Ma non qui dentro”
Micheal: “Non si arrabbi!” - uscendo

Nel soggiorno degli Evans, i tre alieni parlano di quanto ha fatto Micheal

Isabel: “Ma sei matto?”
Micheal: “Non sono entrato così... avevo un pretesto”
Max: “E qual era il pretesto?”
Micheal: “Una vendita per beneficenza... un dolcetto?”
Max: “E come è andata?”
Micheal: “Male, non mi hanno comprato niente”
Isabel: “Lui vuole sapere se hanno creduto al pretesto!”
Micheal: “Ma certo, hanno abboccato. Perché quel vestito?” - notando il vestito appariscente di Isabel
Isabel: “Perché devo uscire Michael, con un ragazzo che mi piace... Anzi mi piace tutta la mia vita qui... anzi ho un appuntamento venerdì prossimo cui spero di non dover mancare per sfuggire alla legge!”
Micheal: “Hey, non c'è problema! Quella cartella deve essere nell'ufficio di Valenti. Lui se ne va alle 7 e mezza di sera e non resta nessun altro in quella parte del suo ufficio. Noi entriamo, troviamo la cartella, prendiamo le informazioni e rimettiamo tutto a posto”
Max: “E come facciamo ad entrare, per ipotesi?”
Micheal: “C'è un lucchetto alla finestra, non ci vuole niente ad aprirlo”
Max: “C'è un allarme, per ipotesi?”
Micheal: “E' una sciocchezza, posso disattivarlo anch'io”
Isabel: “Max, non gli dare retta, non posso credere che tu stia considerando l'idea!”
Max: “Volevo sapere se era realizzabile il piano, e non è... realizzabile... non si può Michael”
Micheal: “Ma è quello che abbiamo aspettato per tutta la nostra vita! Cioè è la prima volta che riusciamo ad avere un indizio che può dirci chi siamo. Non abbiamo scelta...”
I signori Evans rientrato a casa
Signor Evans: “Hey!”
Signora Evans: “C'è qualcuno?”
Micheal: “Hey, con gli agenti alle costole dobbiamo decidere non credi?”
Max: "Agenti?”
Isabel: “Di cosa stai parlando Michael?”
Micheal: “Chiedi a Liz”
Signor Evans: “Avete fame?”
Signora Evans: “Ragazzi c'è la pizza!”
I signori Evans entrano nel soggiorno con la pizza
Isabel: “Salve”
Signora Evans: “Ciao cara sei molto... carina. Michael... ciao!”
Micheal: “Salve, stavo andando via”
Signor Evans: “Vuoi un po' di pizza?”
Micheal: “No, mio padre ha cucinato... grazie! - andando via
Signora Evans: “Beh io ho fame! Su ragazzi! Piatti, tovaglioli... coraggio preparate!”

Nell'aula di geometria
Topolsky: “Noi sappiamo che la somma di A B e C è uguale a 360 gradi”
Liz: “Ma che sta dicendo?!?” - mormorando tra se e se
Topolsky: “Cosa c'è Parker?”
Liz: “E' 180”
Topolsky: “Come scusa?”
Liz: “Eh si... la somma degli angoli interni di un triangolo è di... di 180 gradi”
La classe ride mentre la Topolsky, rendendosi conto dell'errore, assume un'espressione di disagio
Topolsky: “Certo! Certo è ovvio! E' uguale a 180 gradi! - si corregge mentre Max e Liz si guardano

Dopo la lezione, i due si ritrovano nel corridoio a parlare

Max: “Aveva anche schede di altri studenti?”
Liz: “Si, ma il fatto è che ha preso quella di Michael”
Max: “Quante altre ne aveva?”
Liz: “Non lo so forse 10”
Max: “10 sono tante”
Liz: “OK forse erano solo 5...non so quante ce n'erano”
Max: “Non puoi arrivare a casa di Michael e raccontargli una cosa del genere. Tu non lo conosci... non è uno che ci pensa tanto su prima di fare qualcosa, lui agisce d'istinto”
Liz: “Mi dispiace Max credevo fosse in pericolo e che fosse meglio avvertirlo”
Max: “In pericolo perché?”
Liz: “Non lo so, io non ne ho idea. Voglio soltanto dire che se c'è una spia fra di noi non credi che dovremmo darci subito da fare?”
Max: “Spia?”
Liz: “Si ecco...”
Max: “Senti...”
Liz: “No Max guarda che queste cose esistono sul serio, esistono rami speciali del governo 'Cacciatori di alieni', cose del genere...
Max: “Tu credi che la Topolsky sia una 'cacciatrice di alieni'?”
Liz: “Beh, se lo dici così sembra un'idea ridicola...”
Max: “Liz, grazie... grazie del tuo interessamento ma... dobbiamo continuare la nostra vita esattamente come prima dobbiamo solo stare più attenti, tutti noi... anche tu”
Max camminando nella scuola, si trova davanti ad una vetrata che espone i vari trofei sportivi e una foto di Kyle. Guardando attraverso la vetrina vede la signora Topolsky con il preside e lo sceriffo Valenti

Intanto Maria e Liz sono nella toilette delle ragazze, dove Maria legge un foglio di carta e Liz si mette il gloss sulle labbra davanti allo specchio

Maria: "Vediamoci nella stanzetta dei cancellini alla sesta ora. Max"... Liz lo sai cosa vuol dire questo vero?”
Liz: “No dimmelo tu... cosa vuol dire?”
Maria: “E' dove Greg Coleman ha lasciato un livido grosso come una mela a Marlene Garcia , è dove Richie Roher e Amanda Lourdes l'hanno fatto la prima volta, è dove...
Liz: “Sai che ti dico? Che stai solo ingigantendo tutto”
Maria: “Liz io dico che non dovresti farlo ok? Non sappiamo cosa può succedere, cioè quel ragazzo ti ha toccato e hai avuto come una visione. Chissà che può succedere se ti bacia chissà che cosa si prova ad essere baciata da un cecoslovacco... tu non lo sai!”
Liz: “D'accordo Maria ti assicuro che non ci saranno baci. Max non è minimamente interessato a me, mi ha detto che le cose sono esattamente come prima non è cambiato niente... me lo ha detto lui”
Maria: “Guarda che nella stanzetta dei cancellini non ci si bacia soltanto”
Compagna di classe: “Questo è sicuro!”
Maria: “Quella stanza serve a due cose: a pulire i cancellini e a perdere l'innocenza. Sai che intendo per perdita d'innocenza? Quella stanza ha segnato il destino di molte di noi!”

Lo sceriffo Valenti è seduto alla scrivania del suo ufficio, quando entra l'agente Stevens della scientifica
Agente Stevens: “Salve sceriffo”
Sceriffo Valenti: “Agente Stevens... non telefona, non scrive... mi dispiace d'aver cacciato da qui il suo agente l'altro giorno sa, problemi di giurisdizione non se la prenda”
Agente Stevens: “Non me la prendo”
Sceriffo Valenti: “Allora, che cosa avete trovato nel grembiule della cameriera?”
Agente Stevens: “A dire il vero molte cose: pomodori, sale, acqua, zucchero, aceto... ketchup sceriffo, non sangue! Si è già sprecato troppo denaro dei contribuenti per cercare quello che non c'era, non è atterrata nessuna navicella spaziale nel '47 non ci sono alieni a Roswell, New Mexico. Il governatore mi ha ordinato di perquisire questo luogo e di eliminare qualunque informazione che riguardi UFO, avvistamenti di alieni e ogni altro fatto paranormale accaduto in questa città. E' una storia finita sceriffo. Coraggio ragazzi...!”
Entrano gli agenti federali, tra cui anche l'agente Hart
Sceriffo Valenti: “Sul grembiule c'era sangue vero? Altrimenti perché vi affrettereste a rimuovere il mio archivio? Non è uno spreco del denaro dei contribuenti?”
Agente Hart (rivolto all'agente Stevens, in merito allo schedario): “È chiuso”
L'agente Stevens tende la mano per avere le chiavi dallo sceriffo Valenti, che gliele consegna
Agente Stevens: “Faremo presto. Grazie sceriffo”
Sceriffo Valenti: “Fate come a casa vostra, io vado a pranzo” - prendendo dal cassetto la thermos con all'interno la chiave e alzandosi per uscire.
Micheal nota lo sceriffo Valenti, utilizzando un binocolo, che esce dal suo ufficio portando con se la thermos.
Liz entra nella stanza dei cancellini dove la sta aspettando Max

Liz: “E così questa è la stanza dei cancellini... non c'ero mai stata prima”
Max: “Volevo solo stare in un posto tranquillo” - dirigendosi verso la parete opposta
Liz: “Certo” - voltandosi per chiudere a chiave la porta, mentre Max si avvicina a lei
Max: Hai ragione sulla Topolsky, non è quello che può sembrare”
Liz:”Ah...” - con espressione delusa
Max: “Ecco il suo ufficio” - rimuovendo un pannello dalla parete, scopre una presa d'aria che da su una stanza - “Dobbiamo scoprire perché è venuta qui”
Lkz: “Già”
Max: “E' libera alla sesta e alla settima ora quindi... non ci resta che aspettare”

Fuori dalla stazione di polizia, Michael osserva gli uomini che stanno portando via il materiale degli schedari

Intanto nella stanza dei cancellini i due ragazzi sono seduti a parlare

Liz: “Ecco non ho le idee chiare perché se siete atterrati nel '47 tu hai veramente 16 anni o... o sei un cinquantenne nel corpo di un ragazzo di 16 anni? O forse voi invecchiate in un modo diverso cioè come se un anno di alieno equivalesse a 3 anni umani”
Max: “È da molto che ci stai pensando eh??”
Liz: “Sì è vero”
Max: “Noi siamo usciti dalle celle di ibernazione nell'89... non so quanto siamo stati lì dentro. Quando siamo usciti dimostravamo 6 anni”
Liz: “E... eravate verdi?”
Max: “Verdi?”
Liz: “Prima di assumere forme umane eravate alti un metro verdi e viscidi? Sai...” - ridendo - “... scusa se te l'ho chiesto, ma è una curiosità di Maria”
Max: “No, abbiamo sempre avuto questo aspetto... a parte... il terzo occhio”
Max si abbassa verso terra, e Liz si china verso di lui scrutandolo, cercando 'il 3° occhio'
Liz: “Ah si?”
Max: “Scherzavo!”
Liz: Sì... lo so che scherzavi... che stupido! - ridendo
Liz: “Allora tu non sai da dove vieni, da quale pianeta o chi è la tua gente, a parte Michael e Isabel”
Max: “Non ne ho idea”
Liz: “Beh, deve dare un senso di libertà”
Max: “Trovi?”
Liz: “Ecco, guarda me. I miei sono proprietari del Crashdown cafè quindi qui in città tutti sanno chi sono, per cui se mi taglio i capelli se ne accorgono tutti e credono di dovermi dare il loro parere. Questo mi fa sentire un po' claustrofobica... insomma, voglio dire... come posso fare a vivere una vita normale se mi sento sempre addosso gli occhi di tutti? Capisci? A volte vorrei poter essere invisibile”
Max: “A volte io vorrei non dover essere invisibile invece”
Liz lo guarda con tenerezza., ma sentono la Topolsky entrare nel suo ufficio si avvicinano alla grata per osservare e sentire meglio, ma con lei c'è anche un uomo in giacca e cravatta
Topolsky: “Allora, li ho controllati tutti, ed è da lui che voglio iniziare”
Uomo: “Michael Guerin. Ci hai già parlato?”
Topolsky: “Non ha messo piede a scuola da che sono qui. Ma se Maometto non va alla montagna...”
Uomo: “Gli parlo io?”
Topolsky: “No, lo farò io. Controlla solo che l'indirizzo sia esatto”
Uomo: “D'accordo”
Max e Liz arrivano al Crashdown con la jeep, e nel frattempo arriva anche Michael
MAX (rivolto a Liz): “Fa presto”
Liz: “D'accordo” - scendendo dalla jeep ed entrando nel Crashdown cafè
Max: “Michael ti devo parlare...”
Micheal: “Tolgono roba dall'ufficio dello sceriffo!”
Max: “Cosa?”
Micheal: “Uno in giacca e cravatta, dobbiamo entrare!”
Max: “Ma...”
Michael: “Ora o mai più Max”

All'interno del Crashdown Café
Maria (rivolta al cliente): “C'è dell'altro, legga anche questa parte del menù”
Maria: “Oh, scusi” - vedendo Liz entrare
Maria (rivolta a Liz): “Dove sei stata?”
Liz: “Ho bisogno che tu mi copra”
Maria: “Quando?”
Liz: “Stasera”
Maria: “Oh no! Stasera è la follia!”
Cliente: “Mi scusi, sono 20 minuti che aspetto la mia torta al cioccolato alieno...”
MARIA (rivolta al cliente): “Arriva subito!”
Maria (tra se e se): “Come se non fosse già abbastanza grasso...”
Maria (rivolta a Liz): “Sei stata una volta nella stanza dei cancellini e già non vuoi più lavorare? Forza mettiti il grembiule donna perduta le masse chiedono cibo grasso con nomi alieni e noi dobbiamo darglielo è la nostra missione!”
Liz: “No no, devo fare una cosa molto importante ti prometto che poi ti dirò tutto, sei la mia migliore amica ma adesso devo proprio andare!”
Alex fermando Liz mentre se ne sta andando via
Alex: “Liz voglio delle spiegazioni. Già innanzitutto gira voce che la settimana scorsa ti hanno sparato proprio qui, poi al Crash festival sembrava che tu fossi stata investita da una macchina ma non era vero... e ogni volta che vi incontro diventate silenziose o vi inventate qualche sciocca storia sui cecoslovacchi. La Cecoslovacchia è un paese che non esiste più già da un pezzo! Io voglio la verità e la voglio subito!”
Liz: “Alex la ragione per cui noi continuiamo a cambiare argomento è...”
Maria: “Nausea! Abbiamo la nausea Alex”
Liz: “Sì! E non volevamo parlarne davanti a te perché pensavamo che forse ti saresti sentito un po' a disagio...”
Maria: “Ma se vuoi sapere possiamo dirtelo!”
Liz: “E anche con tutti i dettagli!”
Alex: “No! Sto mangiando”
Liz (rivolta a Maria): “Grazie”

Ritornando a Max e Michael
Max: “E' importante anche per me”
Micheal: “Tu non vuoi fare altro che proteggere la tua vita a Roswell”
Max: “Si infatti è così”
Micheal: “Hai mai pensato alla mia vita Max?”
Max: “Sì certo”
Michael si sofferma a guardare verso la jeep e così anche Max, vedendo Liz seduta nel veicolo
Max: “Senti la Topolsky ha preso i tuoi dati, sta andando a casa tua”
Micheal: “Cosa?”
Max: “Sta lontano da lì stasera. Va a casa nostra, c'è Isabel va lì e aspetta”
Micheal: “Aspetto che vengano a prendermi? No!”
Max: “Non fare lo stupido...” - rivolgendosi a Micheal mentre si allontana
Max (rivolto a Liz): “Andiamo”
Kyle Valenti arriva di fronte al Crashdown cafè, Max e Liz partono con la jeep e in quel momento lui li vede andare via insieme
Kyle: “Liz!”
Kyle entra nella sua auto e li segue fino a casa di Micheal tenendosi a debita distanza per rendersi conto di cosa sta accadendo
Liz: “E come mai tu sei finito in una vera famiglia e Michael è finito qui? - giocherellando con l'anello nell'attesa della Topolsky
Max: “È una storia lunga”
Liz: “Il suo papà adottivo è sempre così...”
Max: “... Spiacevole?”
Liz annuisce
Max: “Sì”
La signora Topolsky giunge con la sua auto davanti la casa di Michael e Liz si avvicina a Max per guardar meglio le intenzioni della professoressa
Kyle: “Oh no!”
Kyle è visibilmente preoccupato per la scena, quando ad un certo punto l'anello cade dalla mano di Liz, proprio davanti a Max
Liz: “Oh, l'anello! - chinandosi verso Max, Kyle da dietro fraintende totalmente la situazione
Kyle: “Oh mio Dio Liz che fai? Alzati! Liz...” - scendendo dalla macchina
Hank:”Sì?”
Topolsky: “Mi dispiace disturbarla, sto cercando Michael...”
Kyle: “Liz!”
Liz: “Kyle!”
Kyle: “Ciao, Max”
Max: “Ciao Kyle” - sussurrando
Kyle: “Che succede?”
Liz: “Niente” - sussurrando
Kyle: “Come parli?”
Liz: “Stiamo solo aspettando Michael vogliamo andare al...” - sussurrando
Max: “... Bowling”
Kyle: “Ma come parli?”
Liz: “Andiamo al bowling!” - sussurrando
Kyle: “Che cosa facevi là sotto?”
Liz: “Mi è caduto l'anello!” - sussurrando
Kyle: “E lo dici così?”
Topolsky (rivolta ad Hank): “Le lascio il mio numero”
Hank: “Bene! E che ci faccio?”
Topolsky: “Può dire a Michael di chiamarmi?”
Kyle: “Ma insomma cosa...”
La signora Topolsky finisce il suo discorso con Hank
Max: “Zitto!”
Kyle: “Cosa?”
Max: “Zitto!”
Kyle: “Ma dove vai?” - vedendo Max chinarsi in avanti per nascondersi, Kyle fa lo stesso mentre Liz rimane scoperta
Kyle: “Che state facendo?”
La signora Topolsky, girandosi per dirigersi verso la macchina, nota Liz

Intanto Michael vedendo lo sceriffo andar via si dirige sotto la sua finestra

Più tardi Max accompagna Liz alla porta del Crashdown

Max: “Forse quando le acque si saranno calmate potremmo... mangiare insieme. Che ne dici?”
Liz: “A pranzo?”
Max: “Sì, se vuoi”
Liz: “Cioè al ristorante”
Max: “Certo”
Liz: “OK bene. Allora abbiamo un... no, non è un appuntamento è un pranzo”
Max: “Pranzo. Giusto”
Liz: “Meglio andare a casa”
Max: “Sì, sì è meglio”
Max nota Isabel dietro un angolo che gli fa cenno di muoversi, quindi saluta velocemente Liz
Max: “'Notte”
Liz: “Buonanotte”
Liz entra in casa e Max si avvicina ad Isabel
Isabel: “Michael è sparito”

Intanto Michael si arrampica per raggiungere la finestra dell'ufficio dello sceriffo, e Max con la sorella sono sulla jeep
Isabel: “Lui non sa controllare i suoi poteri”
Max: “Lo so”

Michael apre il lucchetto delle sbarre della finestra, ma scivolando resta aggrappato alle sbrarre e a fatica riesce ad entrare dalla finestra. Subito dopo sopraggiungono Max e Isabel che notando l'inferriata di protezione dell'ufficio dello sceriffo aperta, capiscono che Micheal è all'interno dell'edificio. I due fratelli vedono lo sceriffo arrivare e scendere dall'auto della polizia, e dirigersi verso gli uffici
Isabel: “Fai uscire Michael dall'ufficio, io intanto cercherò di distrarre Valenti”
Max: “OK”
Michael intanto fruga qua e là
Agente Owen: “Ha dimenticato qualcosa?”
Sceriffo Valenti: “Delle carte”
Isabel: “Sceriffo? Per fortuna ho trovato lei... ho una gomma a terra e non so assolutamente cambiarla”
Michael trova il sacchetto di carta contenente la thermos, che scuotendola sente il rumore della chiave
Agente Owen: “Sceriffo, lei ha finito il servizio... aiuto io la signorina”
Sceriffo Valenti: “No grazie, ci penso io”

Max raggiunge Michael entrando anche lui dalla finestra
Max: “Michael! Vieni su Valenti è tornato!”
Michael sta guardando la chiave senza prenderla in mano
Max: “Forza! Dai!”
Dopo l'incitamento di Max, Micheal prendendo la chiave ha una visione: una cupola. La scena, essendo scioccante, lo fa cadere facendosi sentire dallo sceriffo e l'agente
Sceriffo Valenti (rivolto a Isabel): “Tu resta qui”
Isabel (a bassa voce): “Accidenti!”
Max: “Vieni forza!”
Max e Michael escono dalla finestra e Max sigilla la chiusura per farla tornare uguale a prima. Lo sceriffo Valenti entrando con l'agente Owen, vede la tenda mossa dal vento e si avvicina per controllare. Intanto i due ragazzi sono ai lati della finestra pronti a saltare
Max: “Uno, due...tre!” - lanciandosi dentro ad un cassonetto dell'immondizia
Lo sceriffo controllando le sbarre nota che sono perfettamente chiuse. Isabel, avendo disobbedito all'ordine dello sceriffo, li raggiunge rincuorandosi nel vedere che i ragazzi sono riusciti a non farsi scoprire

Micheal: “AH! Te lo avevo detto che era una cosa da nulla!”
Max: “Da nulla eh?”
Sceriffo Valenti: “Ecco fatto. A posto signorina Evans” - avendo appena finito di cambiare la gomma alla jeep della ragazza
Isabel: “Grazie, grazie tante”
Sceriffo Valenti: “Isabel vero?”
Isabel: “Sì” - mettendo in moto
Sceriffo Valenti: “È un po' tardi uhm?”
Isabel: “Avevo una gomma a terra”
Sceriffo Valenti: “Già... Dov'è Max stasera?”
Isabel: “Non ne ho la minima idea. Sono la sorella non il custode... grazie ancora!”
Sceriffo Valenti: “Ma ti pare”
Isabel raggiunge gli altri due. Mentre sono insieme sulla jeep, Michael prova nuovamente ad avere una visione tenendo la chiave in mano, e non riuscendoci la passa a Max
Max: “Niente” - passandola ad Isabel
Isabel: “Oh!”
Micheal: “Che vedi?”
Isabel: “Leonardo di Caprio nella doccia”
Michael scende dalla jeep e seccato s'incammina ma Max lo segue
Max: “Hey, scusa... per prima... non sapevo che la tua vita fosse così dura”
Micheal: “Sì ma ho capito una cosa: il fatto che la mia vita faccia schifo è un vantaggio. Rende tutto più facile. Devi essere sempre pronto ad andare a fare i bagagli e a partire... magari tra 10 anni, magari tra qualche giorno... o magari domani. Vuoi un consiglio? Non lasciarti mai coinvolgere Max... diventi più debole”
Michael si allontana e anche Max fa lo stesso

Il giorno dopo, Liz cammina all'esterno della scuola, quando si sente chiamare dalla professoressa Topolsky

Topolsky: “Liz Parker? Ti vorrei fare qualche domanda su Michael Guerin. Il tuo amico Michael è veramente nei guai Liz. Non sono la vostra supplente. Ti ho vista vicino casa di Michael ieri sera... sono la consulente scolastica”
Liz: “Consulente scolastica?”
Topolsky: “Sì, e Michael è un ragazzo che rischia seriamente di venire espulso da questa scuola; se sei veramente sua amica devi parlargli, devi convincerlo a venire da me... e presto. Hai capito Liz? Lo farai?”
Liz: “Lo farò”
Topolsky: “Grazie” - allontanandosi dalla ragazza
Liz vede Kyle guardarla e da lì partono una sequenza di immagini

Liz (voce fuori campo): “Da quando ho saputo di Max, Michael e Isabel ho riflettuto molto sui segreti. Per ogni persona che ha un segreto ce n'è un altra che vuole conoscere quel segreto” - lo sceriffo Valenti, nel suo ufficio, si accorge che la chiave è scomparsa dalla thermos - “A volte avere un segreto ti fa sentire isolato dagli altri” - Michael, da dietro un albero, guarda i signori Evans che giocano a basket con Max e Isabel - “Ma un segreto può darti anche la sensazione di avere qualcosa in comune con qualcun altro” - Liz e Max nella stanza dei cancellini - “E ora perfino io, Liz Parker, la più normale ragazza di questa città, con una vita banalissima... perfino io ho qualcosa da nascondere.”