

Episodio 1.03 - "Il bivio"
Copyright "theantar.altervista.org"






|
Maria è alla guida della sua auto, ascoltando e cantando una canzone alla radio. Ad un tratto vede Isabel
al bordo della strada, e un carro-attrezzi che rimorchia la jeep in panne Isabel: “Uhm proprio lei…” – avendola riconosciuta Maria: “Ciao! Qualcosa non va?” Isabel si volta verso il carro-attrezzi che sta rimorchiando la jeep, quasi volesse far notare a Maria l'inutilità della sua domanda Maria: “Ehm insomma... vuoi un passaggio?” Poco dopo sulla macchina di Maria Isabel: “Ma non c'è l'aria condizionata qui dentro?” Maria: “Non la senti? E' sparata” Isabel avvicina la sua mano ad una delle bocchette d'aria per aumentare il getto con i suoi poteri Maria: “Oh!! Ma che ti dice il cervello?” Isabel: “Cerco un po’ di refrigerio” Maria: “Non rovinare la mia macchina, chiaro?” Isabel: “Come vuoi. Di che anno è questo rottame?” Maria: “E' un'auto del '92, non si è mai fermata” Isabel: “Sì, ma lo stereo fa veramente pietà” Isabel avvicinando la mano alla radio, aumenta il volume della radio sempre con i suoi poteri, facendo perdere per un attimo il controllo dell'automobile a Maria Maria: “Sei impazzita?” Isabel: “Calmati volevo migliorare l'audio... sei paranoica” Maria: “Uff…” Isabel: “Cos'è questa roba?” – avvicinandosi a Maria e indicando il portachiavi raffigurante un piccolo e verde alieno Maria: “È il mio portachiavi, li fa mi madre” – con sguardo un po’ agitato – “Ehm, le dirò di non farli più!” Isabel: “Anche mia madre fa delle stupidaggini” Maria: “Davvero?” Isabel: “Sì, come ogni madre” Maria: “Beh, in effetti... e lei lo sa?” Isabel: “Che fa delle stupidaggini?” Maria: “No... che tu e Max non siete... cioè siete diversi” Isabel: “Cioè delle orribili e disgustose creature che provengono dallo spazio e che rapiscono le persone per sottoporle ad atroci esperimenti?” Maria osservandola sconvolta, torna a guardare la strada e accorgendosi troppo tardi va a tamponare l’auto dello sceriffo Valenti Maria: “Oh! Non può essere! Che disastro!” Lo sceriffo scende dalla sua auto Isabel: “Fra tante macchine...” Lo sceriffo Valenti si avvicina al finestrino di Maria Sceriffo Valenti: “Signorine...” SIGLA Nell'aula della signorina Topolsky, la professoressa mostra alla classe delle diapositive Topolsky: “Che futuro ci aspetta? Nell'antichità l'uomo osservava il cielo per cercare delle risposte. Oggi disponiamo di metodi più scientifici, più obiettivi. Che cosa vi riserva il futuro? È iniziato un millennio e gli occhi sono puntati su di voi. Oggi ci sono innumerevoli opportunità per i giovani e io voglio aiutarvi a scoprire quali sono quelle più adatte a voi, perché l'ingrediente più importante per il successo è sempre la preparazione. Non approderai a nessun porto senza averlo sognato. Quale futuro ci aspetta, quali sogni?” Maria (rivolta a Liz): “E che ci vuole a capirlo? Lui farà il gelataio, quello farà il benzinaio... quest'altro andrà in prigione” Liz (voce fuori campo): “Ascoltando i discorsi della signorina Topolsky mi resi conto che non era il mio futuro che mi preoccupava…” – guardando Max seduto poco più avanti – “... il mio futuro era carico di promesse…” - Max si volta a guardarla – “… dovevo solo affrontare il presente” Topolsky: “Sarà questo il mio compito: imparare a conoscere i vostri sogni. D'accordo? Nei giorni a seguire vi inviterò individualmente nel mio ufficio per un colloquio. Una serie di domande evidenzieranno le vostre potenzialità. E siccome, come sapete, sono nuova di qui, questi colloqui mi daranno l'opportunità di scoprire chi siete” Liz e Maria camminano per i corridoi della scuola, andando verso gli armadietti Liz: “Hai tamponato la macchina dello sceriffo Valenti? Stai bene?” Maria: “Sì l'ho sfiorato appena, non è niente di grave” Liz: “Tutto sotto controllo?” Maria: “Sì te l'ho detto, gli ho preso il paraurti. Niente di importante. Questa cosa non sarebbe successa se Isabel non mi avesse mandato in paranoia” Liz: “Perché ti ha mandato in paranoia?” Maria: “Si è divertita a sconvolgermi! L'ha fatto apposta” Liz: “E come?” Maria: “Che so... a un certo punto l'aria condizionata sembrava un uragano!” Liz: “Maria che cosa le hai fatto per provocarla?” Liz: “Allora facciamo una cosa, parlerò con Max e gli dirò di calmare Isabel. Ma l'importante è che dobbiamo mantenere il controllo, intesi?” Maria: “Hey, io sono padrona delle mie emozioni. Ne ho il totale controllo...” Nell'ufficio della signorina Topolsky, la professoressa sta ricevendo uno ad uno gli studenti Topolsky: “Potresti iniziare dicendomi che lavoro ti piacerebbe fare...” Compagna di classe: “Io vorrei essere la schiava di Brad Pitt” Kyle: “Esterno degli Huston Astro's” Ragazzo metallaro: “Chitarra solista dei metallica” Alex: “Certo questa è una domanda interessante signorina, la fa a ogni studente?” Isabel: “Top model” Maria: “Non ho uno straccio di idea…” Liz: “Biologa molecolare. Certo, il massimo delle mie aspettative sarebbe ‘Responsabile del centro di ricerche di Arward’” Topolsky: “Ma è fantastico. Che lavoro pensi di fare fra 10 anni?” Compagna di classe: “Lavorerò in un caseificio” Kyle: “Sarò esterno degli Huston Astro's” Isabel: “Io faccio sempre ciò che voglio” Alex: “Questa è un'ottima domanda, segue una tecnica geniale” Maria: “Potremmo essere morti fra 10 anni!” Ragazzo metallaro: “Lavorerò in videoteca. No… aspetti… beh, in un caseificio” Liz: “Biologa molecolare” Topolsky: “E ora il test psico-attitudinale. Dimmi quale personaggio di questo disegno ti assomiglia di più e spiegami cosa stanno facendo” Kyle: “Il re del castello!” Isabel: “Questi giochetti non mi divertono affatto” Alex: “Il personaggio che ripara gli altri con l'ombrello. Lei in chi si riconosce?” Maria: “Non riesco a scegliere, mi dispiace!” Max: “Forse quello dietro l'albero” La professoressa Topolsky, scostando il disegno, lo guarda Max: “Lo trova idiota?” Topolsky: “No, è interessante. Non è facile stare lì. Anch'io sono stata dietro l'albero. Sì, al college... non mi allontanavo mai dal dormitorio. Così un po’ per volta mi sono ritrovata in una situazione in cui non vivevo più, la classica "rinuncia alle emozioni". Ed era rischiosissimo prendere altre direzioni... entrare nel mondo. Max: “Ma ne è valsa la pena?” Topolsky: “Sì, certamente” Max: “Abbandonare l'albero ed entrare in scena eh?” Topolsky: “Proprio così. Devi solo fare dei piccoli gesti per uscire dal tuo nascondiglio... niente di plateale, piccoli gesti” Max: “Lei che cosa fece?” Topolsky: “Feci due chiacchiere con un ragazzo che mi piaceva” Suona la campanella e Max esce... La Topolsky finisce di compilare la sua scheda, annotando ‘Ha dei segreti’ Nel corridoio della scuola, Max è dietro un angolo che aspetta Liz mentre parla con due ragazze Liz: “Allora ne parliamo stasera d'accordo?” Ragazza 1: “Va bene, ciao” Ragazza 2: “Ciao Liz” Liz: “Ciao” Ragazza 1: “Ciao” Liz comincia a percorrere il corridoio e Max le va incontro Max: “Ciao...” Liz: “Ah, ciao” Max: “Come vanno le cose?” Liz: “Vanno... vanno bene grazie” Max: “Ah, sono contento. OK...” – visibilmente impacciato Liz: “OK... Max ti senti bene?” Max: “Sì certo... volevo solo salutarti... cercavo di… uscire dall'albero...” Liz: “Quale albero?” – cominciando a camminare insieme Max: “Ah, lascia stare” Liz: “Ehm... Max hai saputo che tra Maria e Isabel c'è stato un piccolo problema?” Max: “Sì... sì ho sentito” Liz: “Ah ecco oggi quando ho visto Maria le ho promesso che te ne avrei parlato. Vedi... Isabel rende Maria un pochino...” Max: “Nervosa?” Liz: “No no. Non è che la rende nervosa...” Max: “Perché lei innervosisce la gente” Liz: “So che Isabel ha fatto delle cose...” Max: “Delle cose?” Liz: “Delle strane cose alla macchina di Maria, quindi se potessi dirle qualcosa per evitare che la situazione sfugga al nostro controllo...” Max: “Lo farò” Liz: “Grazie… Quando ti ho visto avevi l'aria di uno che mi voleva parlare, mi vuoi parlare?” Max: “No...” Liz: “E va bene. Ciao Max” – allontanandosi mentre Max resta a guarda Max, Isabel e Michael stanno pranzando insieme, in uno dei tavoli all'aperto della scuola Isabel: “Maria è davvero insopportabile!” Max: “Isabel non potresti fare uno sforzo?” Isabel: “No” Max: “Senti qui la gente vede i film con gli alieni. Alieni che uccidono gli umani, alieni cattivi, alieni verdi... se ti comporti così crederà che lo siamo davvero” Isabel: “È proprio questa l'idea! Dammi retta la storia degli ‘alieni cattivi’ può esserci utile, se la vogliamo controllare dobbiamo tenerla sempre sulla corda no? Dobbiamo spaventarla con la mia ombra con la tua ma si, anche con quella di Michael!” Isabel (rivolta a Michael): “Che ne pensi?” Micheal: “E se la uccidessi?” Max guardandolo quasi con preoccupazione Micheal: “Sto scherzando” Michael tira fuori la chiave trovata nell'ufficio di Valenti Max: “Mettila subito via” Micheal: “Anche tu vuoi sapere vero? E' un'ossessione eh? Abbiamo questa chiave, che cosa ci aprirà? Ammettilo, muori dalla voglia di saperlo” Isabel: “Smettila, quella chiave non significa niente” Micheal: “Se non significa niente perché quando l'ho toccata ho avuto una visione?” Isabel: “È semplice, perché hai la mente distorta!” Max: “Lascia perdere. Insomma è solo una chiave a che cosa potrebbe servirci?” Isabel: “Michael stai... stai fantasticando un po’ troppo” Micheal: “Sì, forse hai ragione. Ma comunque questa è una traccia da seguire. Chi può dire dove ci porterà? Magari a casa. Dai Max dammi retta! Non possiamo nasconderci, non possiamo arrenderci!” Max: “Non lo so” I tre alieni notano Maria che sta parlando con altre ragazze riguardo ad un professore Maria: “Potete dire quello che volete, ma quando fa lezione io non lo capisco e non lo capirò mai…” Una delle compagne: “Ma cosa dici?” Isabel: “48 ore e crolla, sono pronta a scommetterci” Max: “Non riesci a trovare niente di cui parlare con lei?” Isabel: “Ti prego smettila, di cosa dovrei parlare?” Max: “Non è importante. Ordina delle patatine, cerca un aggancio…” Maria saluta le amiche e voltandosi vede i tre seduti al tavolo. Le cadono i libri dalle mani,e con loro anche lei Isabel: “Impossibile, Maria è troppo stupida” Maria si rialza, e sorridendo nervosamente se ne va tenendo la mano sulla gamba sinistra Micheal: “Certo che è strana...” Max lo guarda Nell'ufficio della Topolsky, con la professoressa c'è Liz Topolsky: “Così vuoi diventare uno scienziato. Brava. E' eccitante” Liz: “Già” Topolsky: “Sembri molto sicura di te” Liz: “Beh... ho questa sicurezza dalla prima volta che sono entrata in un laboratorio. C'era un odore particolare, di zolfo penso... mi sentivo a casa” Topolsky: “Perché la scienza esercita su di te questo fascino? Non solo per l'odore particolare spero...” Liz: “Oh no. Il fatto è che il mondo è un luogo incredibilmente misterioso e la scienza ti dà gli strumenti per conoscerlo. Attraverso la scienza possiamo avere le risposte hai fatti. Quando si fa un esperimento si ha il controllo sulla natura” Topolsky: “Ah, quindi ti interessa il controllo” - annotandolo sulla cartellina Liz: “Certo” Topolsky: “Ehm... tu fai molti progetti vero?” Liz: “Bisogna avere dei progetti” Topolsky: “Non prendi la vita così come viene” Liz: “No” Topolsky: “A volte non si ha altra scelta” Nel retro del Crashdown cafè Liz ha riunito il personale del locale, e sta mostrando loro un tabellone... sembrano tutti annoiati Liz: “Per ovviare alla confusione causata dai turni, ho creato questo sistema a codici di colore così avremo uno schema chiaro. Ora, come ogni schema che si rispetti esiste una flessibilità interna ma l'importante è che se avete una qualche urgenza di operare delle variazioni me lo facciate sapere. In questo modo niente sfuggirà al controllo. Grazie ancora per la vostra presenza. Domande?” Cameriera: “Possiamo andare a casa adesso?” Liz: “Sì” Si alzano tutti e vanno via, tranne Maria che le si avvicina Maria: “Bei colori” – riferendosi al tabellone Liz: “Grazie” Maria rientra all’interno del locale ma torna subito indietro Maria: “Ho un'idea, tu stai ai tavoli e io mi occupo dell'inventario delle bibite che diceva tuo padre...” Liz: “Maria!” Maria: “È in sala!” Liz: “Chi c'è in sala?” Maria: “La strega cattiva!” Liz affacciandosi dall'oblò sulla porta vede Isabel seduta a un tavolo LIZ: "Senti Maria tu devi darti una calmata intesi? Devi controllare le tue reazioni" Maria (rivolta a se stessa): “Io mi controllo” Liz: “Brava” Maria (rivolta a se stessa): “Io mi controllo” Maria (rivolta a Liz): “Io non mi controllo! Liz posso essere sincera con te?” Liz: “Coraggio” Maria: “Io vivo la mia vita nell'angoscia a causa di quell'essere orribile, attimo dopo attimo col terrore che ogni istante potrebbe essere l'ultimo! Io non so cosa fare!” Liz: “Non fare così, calmati Maria. Calmati! Noi 5 ormai siamo uniti dal segreto, dal loro segreto. Quindi fallo per me, cerca di essere più amichevole con Isabel” Maria: “D'accordo. Certo, si... come se fossimo una famiglia” – dirigendosi all’interno del locale Liz: “Brava, una famiglia” Maria va da Isabel per prendere l'ordinazione Maria: “Ciao” Isabel: “Ciao” Maria: “Allora?” Isabel: “Allora... patatine fritte” Maria: “Fantastico. Si è un'ottima scelta, complimenti!” Isabel: “Grazie” Maria si allontana dal tavolo mentre lo sceriffo Valenti entra nel locale notato da Isabel Sceriffo Valenti (rivolto a Maria): “Una coca per favore” Maria, al di là del bancone, rimane pietrificata Sceriffo Valenti: “Avrete la coca cola spero...” Liz entra e nota la scena Maria: “C-certo che ce l'abbiamo. La porta via?” Sceriffo Valenti: “Sì... la porto via” Mentre Maria prepara la coca, lo sceriffo Valenti sembra aver notato l'aria tesa, così girandosi nota Isabel che lo stava osservando e che una volta incrociato lo sguardo dello sceriffo distoglie il proprio Maria: “Devo DIRLE qualcos'altro sceriffo?” – parlando in preda all'agitazione Isabel e Liz la guardano con apprensione Maria: “Cioè SERVIRLE qualcos'altro sceriffo. Vuole altro?” Sceriffo Valenti: “A dire la verità, vorrei avere i dati della tua assicurazione per il nostro piccolo tamponamento...” Maria: “Certo” Sceriffo Valenti: “... Sai per il verbale” Maria tira un profondo respiro Sceriffo Valenti: “Non ti senti bene?” Maria: “Oh... altroché, sto benissimo, eh si... chi sta meglio di me?” – ridendo istericamente Sceriffo Valenti: “Io sono qui per proteggerti da qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa” – avvicinandosi a Maria Liz, rendendosi conto che la situazione potrebbe precipitare, raggiunge l'amica Liz: “Ahm... Scusa, è arrivato il momento di fare l'inventario Maria. Qualcosa non va sceriffo?” Sceriffo Valenti: “Tieni il resto” - pagando Valenti alzandosi se ne va, e le tre ragazze si scambiano degli sguardi di preoccupazione Un attimo dopo, Sempre al Crashdown, Maria va alla cassa per far incassare il conto di una signora e il figlio Madre (rivolta al figlio): “Corey, Corey se non metti via quell'arnese non ti porto più al museo...” Max (rivolta a Maria): “C'è Liz?” – dopo essere entrato nel locale Corey: “Devo uccidere gli alieni!” – puntandogli contro una pistola-giocattolo Madre (rivolta al figlio): “Basta ho detto!” Maria: “Liz non è qui, se fosse qui l'ammazzerei!” Max: “Volevo salutarla” Madre (rivolta a Max): “Mi scusi il museo degli UFO non è che nasconde qualcosa di spaventoso vero? Voglio dire, non c'è... non c'è niente di reale” Max: “Mi dispiace io non ci sono mai stato” Maria: “Ma no, come le vengono in mente certe cose? Non c'è niente che si avvicini a un alieno specialmente qui da noi!” – dando il resto alla signora Corey: “C'è scritta un'altra cosa sul menù” Madre (rivolta al figlio): “Basta adesso finiscila, forza andiamo!” - dirigendosi verso l'uscita Maria: “Grazie per aver scelto il Crashdown” Maria si allontana dalla cassa e Max la segue Maria: Argh... Santo cielo” Max: “Tutto bene?” Maria: “Eccome! Perché? Non si vede che sto bene?” Max: “Gli hai dato il resto con 10 dollari di meno” Maria: “Oh mio Dio! - dirigendosi verso l'uscita e notando che la Madre e i figli sono già all’interno del museo – “E adesso come faccio? Non posso allontanarmi dal locale!” Max: “Stai tranquilla glieli porto io” Maria: “Sei sicuro?” Max: “Sicuro” Maria: “Grazie, molto gentile” Al museo molta gente ascolta la guida, e Max si avvicina al gruppo Guida: “Da dove sono venuti? Il 4 luglio del 1947 dopo i fuochi d'artificio, dopo i festeggiamenti, dopo le torte di mele essi arrivarono. Le prove indicano che ci stavano studiando da parecchio tempo, ci è sconosciuto solo il motivo di tali studi. Comunque in quella tragica notte qualcuno commise un errore e un UFO si schiantò sul nostro pianeta, dando l'avvio a quello che sarebbe diventato il più grande insabbiamento di notizie a cui l'uomo avesse mai assistito. Da questa parte...” - il gruppo lo segue – “… Alcuni testimoni oculari che ancora oggi vivono nella città di Roswell riferiscono di detriti di uno strano metallo ritrovati nel deserto, con dei geroglifici color porpora. Altri testimoni oculari hanno affermato di aver più volte presenziato ad accurate autopsie di alieni” - mostrando una parte della stanza in cui vi è la ricostruzione di una di queste presunte autopsie: un uomo in camice, il medico, e un lettino con sopra quello che dovrebbe rappresentare un alieno che viene sezionato – “Hanno anche riferito di aver ricevuto minacce contro di loro e contro i loro familiari se avessero rivelato quanto avevano visto. Immaginate di dover convivere con un segreto che non potete rivelare neanche ai vostri cari a rischio della loro vita. Difficile trovare qualcuno in grado di sopportarlo” - il viso di Max è contratto – “Bene, avete delle domande prima di entrare nella sala proiezioni?” Turista1 (ragazzo): “Ahm... tempo fa ho letto che hanno trovato degli alieni ancora vivi e che li hanno torturati per ottenere informazioni...” Guida: “Ah, ci sono molte teorie figliolo... molte teorie” Turista2: “Sono più ritornati?” Guida: “Dove?” Turista2: “A soccorrere i loro simili... voglio dire” Guida: “Da quella famosa notte ci sono stati avvistamenti con frequenza regolare in questa zona. Decida lei... Da questa parte...” – mentre sta per spostarsi col gruppo Max: “Che mi dice del '59?” Guida: “Chi ha parlato?” - cercando l'autore della domanda con una certa agitazione, ma Max non si fa avanti mentre tutti si guardano intorno Guida: “Continuiamo con la... documentazione visiva della storia... da questa parte...” Max guardandosi intorno si avvicina alla ricostruzione dell'autopsia e guarda attentamente il piccolo alieno sezionato... Provando dolore e tristezza si volta per allontanarsi come per scappare via, ma si imbatte in Corey, il bambino che era al Crashdown con la madre Corey: “Devo uccidere gli alieni!!AH!AH!” - puntando nuovamente la pistola verso Max Madre (rivolto al figlio): “Corey! Adesso ti metto il guinzaglio!” Max (rivolto alla madre): “Questi sono suoi” - porgendole il denaro di resto – “Li ha... li ha lasciati al cafè...” Madre (prendendoli): “Oh, grazie! Basta, andiamo via… mi avete sfinita tutti e due, non ne posso più! - allontanandosi con i bambini Max, di colpo, si ritrova di fornte la guida dell’Ufo Center, davanti al proiettore acceso che riproduce un filmato per i turisti nella sala Guida: “Che cosa sai del '59?” Max: “Perché, cosa c'è da sapere?” Guida: “Ti aspetto domani, così ne parliamo” Turista: “Hey! State bloccando la visuale” Guida: “Ti aspetto! Ho qualcosa che potrebbe interessarti” Documentario: “... col cuore in gola mi avvicinai...” Più tardi a casa Evans, Max è seduto a guardare il cielo stellato dalla finestra di camera sua, e Isabel gli si accosta Isabel: “Chi stai cercando?” Max: “Se lassù ci fosse qualcuno, chissà dove... che aspetta il nostro ritorno… che so, i nostri veri genitori. Non ne parliamo mai seriamente, lo so, ma tu... te lo sei mai chiesto?” Isabel: “Ogni giorno” – tirando un sospiro Max: “E se potessimo saperlo? Se qualcuno avesse le risposte che cerchiamo, tu vorresti sapere?” Isabel: “Credo che ne sarei spaventata. Forse la chiave che ha trovato Michael potrebbe aiutarci a sapere, ma non possiamo fare passi falsi” Max: “Noi... siamo sempre così cauti, troppo!” – alzandosi dalla sedia esasperato – “Ci guardiamo sempre alle spalle, sempre attenti a non... coinvolgerci. Ma così non andiamo avanti” - sedendosi accanto a Isabel, sul letto – “E' come se fossimo ibernati, io invece ho un gran bisogno di agire” Isabel: “Cosa ti ha spinto a cambiare idea? La chiave o Liz?” Max: “Non lo so” Isabel: “Abbiamo già corso un gran rischio a dire di noi a Liz e a Maria, tutto questo non mi piace” Max: “Io di loro mi fido” Isabel: “Come puoi fidarti degli umani?” – guardandosi per un attimo in silenzio Isabel: “Guarda, anch'io vorrei provare i tuoi sentimenti per gli altri… ma è un azzardo Max, noi non possiamo esporci così... voglio proprio scoprire cosa ci aspetta” – alzandosi si dirige verso la porta Max: “In che senso?” Isabel: “Nel senso che Maria avrà visite” Max: “No! Non è giusto” - raggiungendola Isabell: “Perché no?” Max: “Non è corretto entrare così nei sogni delle persone Isabel, mi ricordo che la mamma non riuscì a dormire per una settimana” Isabel: “Non faccio niente di male, è solo una misura preventiva...” Max: “Non farlo” Isabel: “Ma si, è solo una visitina... 'notte...” - dirigendosi verso la sua stanza Essendo le 3:12 di notte, Isabel è adagiata sul suo letto, con se ha l'albo delle foto degli studenti. Toccando quella di Maria con un dito si addormenta entrando nel sogno dell'amica di Liz. Il sogno è ambientato al Crashdown cafè, durante un normalissimo giorno di lavoro, dove Liz e Maria stanno sparecchiando Liz: “Ah, certe persone sono dei... maiali” Maria: “Non me ne parlare!” - avvicinandosi ad un tavolo Maria: “Benvenuti al Crashd... ooh!!!” - sussultando violentemente le cade il blocchetto delle ordinazioni dalle mani, vedendo al tavolo Isabel e Max, con capelli verdi e occhi gialli Liz: “Che cosa ti prende Maria? - andandole accanto Maria: “Guardali! Sono... sono...” Liz: “Che sono Maria?” - rispondendole in modo tranquillo Maria: “Sono ripugnanti ecco!” Liz: “Io invece li trovo normali...” Maria, piangendo dalla paura, si volta e si ritrova davanti Isabel in pigiama seduta davanti al bancone Maria: “E tu che ci fai qui?” Isabel: “Dobbiamo parlare, visto che da sveglie non riusciamo a farlo ti faccio visita mentre dormi” Maria: “In che senso mi fai visita?” Isabel: “Non faccio parte del tuo sogno capisci? Ne sono in grado di guidarlo. Posso solo vedere cosa pensi... è interessante” Maria, voltandosi vede dietro di lei Michael seduto a un tavolo con indosso uno smoking e con i capelli pettinati e portati indietro Maria: “Quando è vestito così elegante non mi mette tutta questa paura” - indicandolo a Isabel Isabel: “Paura di cosa?” Maria voltandosi nuovamente vede il ragazzo trasformato in una sorta di mostro con tanto di tentacoli, uno dei quali le prende la gamba e un altro il collo. Urlando davanti ad un'incredula Isabel, vede lo sceriffo Valenti seduto ad un tavolo un po' più in là mentre legge il giornale Maria: “Oh mio Dio! Sceriffo! Devo dirlo allo sceriffo!” Isabel: “Dirgli cosa?” Maria: “Che siete delle disgustose e orribili creature che provengono dallo spazio!” Isabel: “Lo faresti sul serio?” Maria (rivolta allo sceriffo): “Sceriffo!... Sceriffo Valenti! Sceriffo! Sceriffo!” Maria si sveglia improvvisamente nel suo letto, spaventata e molto agitata Il giorno dopo Max si trova in compagnia della Topolsky, nell'ufficio della professoressa Topolsky: “Stai forse vivendo un momento difficile della tua vita Max?” Max: “Niente affatto” Topolsky: “Alla tua età i ragazzi che sono stati adottati vivono dei periodi critici, crisi d'identità, o cose del genere” Max: “Questo ha a che fare con il mio avvenire?” Topolsky: “Ti spiego” - alzandosi dalla sedia della sua scrivania per avvicinarlo - “Se devo aiutarti a capire cosa vuoi diventare dobbiamo parlare di ciò che sei realmente adesso. Allora, tu sei un ottimo studente, vuoi andare al college immagino...” Max: “E' una cosa lontana” Topolsky: “Due anni? Non sai guardare così avanti?” Max: “No, non ci riesco” Topolsky: “Veniamo al passato Max. Che volevi fare quando avevi 5 anni?” Max abbassa lo sguardo Topolsky: “Non ci pensi mai al periodo che precedette l'adozione?” Max: “Ma... questo che c'entra con il mio futuro?” - guardandola Topolsky: “Capita spesso di non saper individuare il futuro se non si riesce a ritrovare il passato” Più tardi all'Ufo Center, Max si ferma a guardare la ricostruzione dell'impatto del '47 con tanto di alieni fuori dalla navicella inerti sul terreno. Ad un tratto una delle teste si muove, il ragazzo fa un passo indietro e subito dopo compare la Guida del centro dietro al pupazzo, che non ha ancora visto Max Max (rivolto alla guida): “Eccomi” Guida: ”Il museo è chiuso” - senza guardarlo Max: “Sono Max Evans... quello... quello di ieri” Guida: “Bene. Credevo che ti piacesse fare il difficile” - voltandosi verso Max Max: “Ho avuto da fare con la scuola” Guida: “Forza, arriva al dunque ragazzo, non stuzzicarmi. Coraggio, che cosa sai del '59?” Max: “Non aveva qualcosa da mostrarmi?” Guida: “Vuoi giocare pesante eh? Ti farò vedere una cosa” - cominciando a camminare - “una prova inconfutabile che gli alieni sono stati sulla terra” - estraendo una foto da un portafogli che aveva in tasca, e porgendola a Max, dove ritrae un bambino che mangia un gelato davanti a una casa. Accanto a lui un'ombra con una grossa testa e un collo molto molto stretto Guida: “Io sono il bambino accanto all'ombra dell'alieno! Così vicino! E adesso dimmi che cosa sai del'59” Max guardandolo con un'espressione lievemente divertita Max: “Che vicino al gelataio ci fu un avvistamento” - ritornandogli la foto Guida: “E capirai... questo lo sanno anche i bambini. Ho capito, sei nei guai eh? Te lo leggo negli occhi!” Max abbassa lo sguardo Guida: “Un ragazzo come te è l'ideale qui dentro. Non pago granché, l'orario è faticoso, ma pensa che soddisfazione quando noi del museo faremo la scoperta del secolo! Ehm... tu fumi?” Max: “No” Guida: “Perfetto! Non vorrei correre rischi con gli archivi così vicini” Max: “Archivi?” Guida: “La collezione più completa dei ritrovamenti relativi agli UFO che sia mai stata compilata, su per quelle scale...” - indicando una specie di piano rialzato Max: “Anche notizie di avvistamenti?” - avvicinandosi all'archivio Guida: “Senti, lo so che è una trappola per spillare soldi. Ma ogni centesimo che guadagno è destinato alla ricerca. Qualunque cosa tu voglia sapere sulle visite degli extraterrestri dal 1947... ti aspetta lassù!” - indicandolo - “Là, dietro quella porta” Max: “I suoi archivi sono sempre... aperti al pubblico?” Guida (sorridendo): “Sei un ragazzo assetato di notizie eh? Mi sembra di vedere me stesso alla tua età, ero un ragazzo triste e confuso. Così decisi di passare tutta la vita a cercare gli alieni... e ti giuro sulla tomba di mia madre che un giorno di questi mi ritroverò faccia a faccia con una di quelle creature. E quel giorno dirò al mondo: "Avete visto? Ve lo avevo detto!" Che pensi della mia offerta? L'accetti, si?” Al Crashdown cafè, Isabel è seduta al bancone mentre Maria sta sparecchiando Isabel (rivolta a Maria): “Sono proprio dei maiali...” A Maria sta per cadere tutto e Isabel se la ride, quando subito dopo, Maria si voltandosi si ritrova davanti lo sceriffo Valenti seduto a un tavolo e sussulta Maria: “Sceriffo! Che è venuto a fare?” Sceriffo Valenti: “Beh, mi è venuta voglia di provare il vostro piatto del giorno. C'è qualche specialità particolare?”br> Maria: “No!” Sceriffo Valenti: “Sulla lavagna c'è scritto: 'Oggi polpettine'" Maria: “Già è vero, sì... ci sono le polpettine” - prendendo il blocchetto Intanto Isabel osserva la scena preoccupata Sceriffo Valenti: “E sono speciali?” Maria: “Specialissime” Sceriffo Valenti: “Sono sicuro che sei un tipo che sa quello che dice quindi ti darò fiducia” Maria: “D'accordo, polpettine del giorno” - segnandole sul blocchetto delle ordinazioni - “Le porta via?” Sceriffo Valenti: “No, credo che stavolta le mangerò qui, oggi ho tempo” Maria: “OK” Sceriffo Valenti: “Ah, l'assicurazione si sta già occupando della faccenda. E' un vantaggio avere dalla propria parte un'istituzione così forte e affidabile” Maria annuisce avvicinandosi al bancone, dove in fondo è seduta Isabel che la guarda Sceriffo Valenti: “Come va il collo?” - avvicinandosi Maria: “Il collo?” Sceriffo Valenti: “Sì. La sera del Crash festival sei stata investita da una macchina no?” Maria: “Oh! Non è stato niente di grave!” Sceriffo Valenti: “Ti stanno capitando svariati incidenti in questi giorni, vuoi un consiglio? Perché non fai un salto nel mio ufficio diciamo domani a quest'ora, così possiamo parlare” Maria: “OK” Sceriffo Valenti: “Ah, credo che le polpettine le porterò via” Maria: “OK” - annuendo Lo sceriffo Valenti si volta e osserva Isabel che ha sentito la loro conversazione Nella classe di biologia gli studenti eseguono un'esercitazione. Max e Liz condividono lo stesso piano di lavoro, lui è in piedi e lei è seduta Insegnante: “Le forze esterne sono molto potenti. Niente nell'universo può essergli immune. Se nessun uomo è un'isola, allora nessuna molecola può vivere nel vuoto. Il calore le fa espandere, il freddo al contrario le tiene unite e si influenzano a vicenda” I due ragazzi, prendendo contemporaneamente un flacone, si toccano le mani. Liz sorride e ritirando la sua lo guarda Max (rivolto a Liz): “Io aiuto te e tu aiuti me?” Liz: “Volentieri” - alzandosi e avvicinandosi a lui Liz: “Allora... ecco... aspetta... ecco... continua così... bene” - rimettendosi a sedere Max fa cadere un quaderno, inginocchiandosi si chinano entrambi per raccoglierlo, restando giù a parlare Max: “Lo so che è una situazione delicata...” Liz: “No non è vero, non lo è!” Max: “...e che sapere quello che sai ti tiene sotto pressione...” Liz: “Non è un problema, tanto non racconterei niente” Max: “Lo so, lo so. Io di te sono sicuro Liz, ma la tua amica Maria...” Liz: “Maria? Maria è una ragazza affidabile te lo assicuro... lei è... è una fortezza... lei è il "Fort Knox" degli amici” Max: “Allora anche se domani va dallo sceriffo, non c'è niente da temere” Liz: “Ma certo, sta tranquillo ci puoi contare, non devi preoccuparti!” Max: “Bene. D'accordo... beh, in effetti ero un po' preoccupato. Il fatto è che lei sembra avere... come dire...” Liz:”...si lo so...” Max: “...i nervi...” Liz: “...i nervi tesi” Max: “Sì” Liz: “Già. Questo è vero perché lei è ansiosa e all'esterno è così, però dentro è una cosa… dovresti conoscerla... accidenti, è come... cioè...è un tipo...” Max: “Calmo?” Liz: “No no, non è calma. Lei è un altro tipo di ragazza, lei è... cioè, all'interno è molto più... Max, è la migliore amica che abbia mai avuto, e sarà in grado di affrontare lo sceriffo, lo so. Ce la farà, ne sono certa” Max: “Bene. E' una cosa... importante” Liz: “Lo sa anche lei. Non ti devi preoccupare Max, andrà tutto bene. È una promessa” Lui accennandole un sorriso, fa sembrare che le parole di Liz abbiano placato le sue paure Nell'ufficio della Topolsky Topolsky: “Allora... immagino che vorrai conoscere il risultato elaborato dal computer” Compagna di classe: “La scrittrice? Che forza, non è un lavoro faticoso!” Kyle: “Farò lo sceriffo. E' uno scherzo vero?” Alex: “Oh! Addirittura uno psicologo, splendido! Eh, su quali elementi è giunta a una conclusione del genere?” Ragazzo metallaro: “Commesso in una videoteca? Ah, la mia grande aspirazione!” Topolsky: “Ascolta, fino a che punto credi di conoscerti?” Isabel: “Totalmente” Topolsky: “Allora resterai sorpresa dai risultati del computer, nel colloquio iniziale mi hai detto che volevi fare la 'top model'...” Isabel: “Devi sfruttare ciò che hai” Topolsky: “È una scelta contraddittoria per chi mette la famiglia al di sopra di tutto, è alla ricerca di sicurezza e stabilità e ha intenzione di fare volontariato” - porgendole il foglio con il responso Isabel: “Non mi sono mai fidata dei computer” - sorridendo beffardamente Topolsky: “Devi capire chi sei Isabel. E cos'è importante nella vita. E ricordati, non è sbagliato voler essere una persona normale” Più tardi, al Crashdown cafè, Liz sta cercando di rendere la versione dei fatti di Maria il più lineare possibile, prima che l'amica vada dallo sceriffo Valenti. La segue passo passo, e Maria ha un mano un foglio con le possibili risposte da dare allo sceriffo Liz: “Allora, la macchina ti ha colpito e tu sei svenuta. Dopo di che non ti ricordi assolutamente niente di quello che è successo. Ora, facciamo finta che io sia Valenti: 'Che hai visto nel parcheggio quella notte?'” - modificando la voce in modo maschile Maria: “Solo i fari delle auto” Liz: “Perfetto, altra domanda...ecco: '"Come spieghi l'impronta della mano sul tuo corpo?'" - sempre con voce maschile Maria: “Non lo so ero svenuta...?” - leggendo sul foglio Liz: “Esatto!” Maria: “No, non funziona Liz! Queste sono scuse ridicole! Lo sceriffo è un tipo sveglio, scoprirà tutto... in fondo questo potrebbe anche essere un bene...” - vedendo Liz guardarla - “Lui è il padre di Kyle, ha detto che ci avrebbe protetto...” Liz (arrabbiata): “Che ci avrebbe protetto da chi? Da Max, da Michael e da Isabel?” Maria: “Esatto! Mi sembra... non lo so. Vorrei solo che la smettessi di controllare quello che sto provando. Io non sono come te! Quindi devo... devo fare quello che mi sento di fare. Ah... adesso vado” - Maria esce lasciando una Liz preoccupata Dal meccanico Maria, seduta fuori, aspetta che la sua auto sia pronta. Vede arriva una macchina, accorgendosi che all'interno c'è Isabel con sua madre Isabel: “Ti aspetto alla solita ora” - dando un bacio alla madre Signora Evans: “D'accordo tesoro, buona giornata” - abbracciandosi Isabel: “Ciao mamma” Signora Evans: “Ricordati di chiamare” Isabel: “Certo” Maria osserva il palese affetto che c'è tra madre e figlia, e poi vede Isabel scende dall'auto Isabel: “Ciao” - la madre la saluta con la mano e facendo retromarcia se ne va Maria si alza in piedi, e quando Isabel arriva davanti a lei, le ragazze si guardano senza riuscire a proferir parola, mentre si avvicina il meccanico Meccanico (rivolto a Maria): “Ho sostituito i fari, cambiato il paraurti...” - dandogli le chiavi dell'auto Meccanico (rivolto a Isabel): “...e il manicotto del radiatore” - dando le chiavi anche a lei Meccanico: “Pagate al cassiere, grazie” Il meccanico si allontana e le due ragazze rimangono nuovamente sole, guardandosi ancora senza dire nulla, quindi Maria si dirige alla cassa Intanto Michael, Max e Liz sono nell'atrio della scuola, dove Max e Liz sono seduti e Michael è in piedi Micheal: “Come sarebbe era nervosa?” Liz: “Non lo so, era... era nervosa e basta” Max: “Nervosa nel senso di sovraeccitata...?” Micheal: “...o nervosa da crollare?” Liz: “Non sono sicura di quello che gli dirà. Non sono più sicura di niente ormai” Micheal: “Grandioso, davvero grandioso” - allontanandosi un po' da loro Liz (rivolta a Max): “Max mi dispiace tanto. Non avrei dovuto dirle niente, nemmeno una parola...” Max: “L'hai fatto perché ti fidavi di lei, e dovevi parlarne con qualcuno... è una cosa naturale” Liz: “E tu perché me l'hai detto?” Max: “Era naturale” Liz: “Che volevi dire l'altro giorno? Hai parlato di alberi credo...” Max: “Era il consiglio di una persona: 'Non nasconderti dietro l'albero'” Liz: “Ah... e tu che cosa hai fatto? Hai seguito il consiglio?” Max: “Sì, l'ho seguito adesso” - guardandosi intensamente Intanto, nell'ufficio dello sceriffo Valenti, Maria è seduta davanti a lui Sceriffo Valenti: “Di cosa hai paura signorina De Luca?” Maria: “Di tante cose...” Sceriffo Valenti: “Lo sai che penso? Che qualcuno ti stia controllando, che stia sfruttando la tua paura. E' così?” Maria non riesce a replicare Sceriffo Valenti: “Voglio darti una mano. Lo sai vero?” Maria annuisce Sceriffo Valenti: “Allora cos'è che ti spaventa così tanto? Cos' hai visto la notte del Crash festival? Chi stavi aspettando in quel parcheggio?” Maria: “Io ho visto i fari delle auto” Sceriffo Valenti: “E... e non... non hai visto nient'altro?” Maria: “Non ricordo, ero svenuta” Sceriffo Valenti: “Maria, sappiamo tutti e due di cosa parliamo, quindi smettiamola di raccontare bugie, intesi? - alzandosi e avvicinandosi a Maria Maria: “Intesi” - sorridendo nervosamente Sceriffo Valenti: “Chi è Isabel Evans?” Maria: “Ah... ehm... una mia compagna di scuola” Sceriffo Valenti: “Perché sei così nervosa?” Maria: “Non sono nervosa” Sceriffo Valenti: “Isabel e suo fratello Max che tipi sono?” Maria: “Non li conosco molto bene...” Sceriffo Valenti: “Ecco... credo che noi due abbiamo qualcosa in comune. Neanch'io ho avuto l'occasione di conoscere bene mi padre... lui era lo sceriffo di Roswell, parliamo di 40 anni fa ormai, lo sapevi?” Maria: “No” Sceriffo Valenti: “Era... un uomo vero, forte e leale. Aveva una sua teoria riguardo agli alieni: per lui esistevano. Un'idea sciocca vero?” - sedendosi accanto a Maria Maria: “Già” - sorridendo sempre più nervosamente Sceriffo Valenti: “Glielo dicevano tutti. Ma mio padre era un uomo molto ostinato, non sentiva ragioni. Lui ci credeva. Per questo motivo perse il lavoro... e anche... anche la sua famiglia. Odio l'idea che possa capitare la stessa cosa a un'altra famiglia di Roswell. C'è un altro elemento che io e te abbiamo in comune, e tu lo sai...” Gli occhi di Maria, facendosi lucidi, si fanno scappare una lacrima Sceriffo Valenti: “Recentemente abbiamo visto fenomeni che ci hanno fatto riflettere, che hanno messo in discussione le nostre convinzioni” - Maria tentando di controllarsi non riesce a bloccare le lacrime - “Io credo che se condi videssimo queste singole esperienze, ci sentiremmo tutti e due un po' più al sicuro. Questa Isabel Evans... è solo una ragazza?” Maria: “Lei è speciale” Sceriffo Valenti: “Cosa la rende speciale?” Maria: “La sua provenienza” Sceriffo Valenti: “Da dove proviene? Maria da dove viene?” - guardandola negli occhi Sceriffo Valenti: “Da dove viene, dimmelo!” Maria: “Da un'onesta famiglia. E come ha detto lei non vogliamo distruggere altre famiglie della città. Giusto no? - asciugandosi le lacrime e adottando un atteggiamento più sicuro, facendo abbassare lo sguardo allo sceriffo Maria alla guida della sua macchina, vede Isabel nuovamente ferma con la Jeep sul ciglio della strada. Maria si ferma e si sporge dal finestrino Isabel: “Sei sola?” Maria: “Vedi uomini armati dietro di me?” Isabel: “Ah... Gli hai mentito” - tirando un sospiro di sollievo e togliendosi gli occhiali da sole Maria: “Come Giuda” Isabel: “Hai avuto paura?” Maria: “Direi affermativo. Ma... oggi ho capito quello che stai provando tu” Isabel: “Hai un aspetto orribile!” - prima guardandola dolcemente, e poi assumento un atteggiamento altezzoso Maria (sorridendo): “'Grazie per averci salvato Maria!' - 'E' stato un piacere Isabel!'. “Allora? Vuoi un passaggio?” - Isabel sorridendo sale in macchina A scuola intanto, i tre ragazzi sono sempre nell'atrio. Michael è seduto per terra e Liz, anche lei seduta, legge. Mentre Max cammina pensieroso con lo zaino in spalla. Suona la campanella, e tutti gli studenti escono dalle classi. All'improvviso intravedono Isabel e Maria insieme che vanno loro incontro. Liz (voce fuori campo): “Il futuro era sempre stato chiaro per me: un sentiero dritto verso il mio obiettivo” - i ragazzi sono tutti gli uni davanti agli altri - “Non avevo mai pensato al fatto che potesse esserci un bivio, immagino che sia questo a rendere la vita più interessante! Il fatto di essere delle persone aperte, pronte ad accogliere nuovi amici... a cambiare idea, a non avere paura degli imprevisti” - tra i ragazzi c'è uno scambio di sguardi di complicità. Michael si allontana, Max si avvicina ad Isabel e passandole un braccio intorno alle spalle segue l'amico. Lui e Liz si scambiano un breve sguardo. Le due amiche rimangono sole e gli occhi di Liz sono pieni di ammirazione e di gratitudine. Le due ragazze si dirigono verso l'uscita, e Liz, passando un braccio sulle spalle dell'amica, si appoggia a Maria |